Afghanistan: attiviste protestano davanti a sede ex ministero delle Donne a Kabul

Ieri l’Unesco ha intanto lanciato l’allarme sulla situazione dell’istruzione femminile nel Paese

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Diverse attiviste si sono radunate oggi a manifestare davanti alla sede dell’ex ministero delle Donne a Kabul, in Afghanistan, convertito dalle autorità provvisorie talebane del Paese in “ministero per la Promozione della virtù e la Prevenzione del vizio”. Lo riferisce l’emittente afgana “Tolo News”, che pubblica un video della manifestazione. Le manifestanti hanno protestato ribadendo il loro diritto al lavoro e all’istruzione, a fronte delle restrizioni introdotte progressivamente dai talebani contro i diritti delle donne.



Ieri, l’Unesco ha intanto lanciato l’allarme sulla situazione dell’istruzione femminile nel Paese, facendo appello a tutti gli attori in Afghanistan affinché garantiscano la riapertura delle scuole femminili. In un comunicato, la direttrice generale dell’Unesco Audrey Azoulay ha detto che se le scuole continueranno a restare chiuse, ciò rappresenterà “una significativa violazione del fondamentale diritto all’istruzione per ragazze e donne”. Anche l’Unicef ha espresso la sua preoccupazione per il destino incerto delle ragazze afgane e della loro istruzione: “Le ragazze non possono, e non devono, essere lasciate indietro”, ha detto Henrietta Fore, direttrice esecutiva dell’agenzia Onu.

Nei giorni scorsi, le autorità talebane hanno creato un ministero per la Promozione della virtù e la Prevenzione del vizio, nello stesso edificio in cui precedentemente era ospitato il ministero per gli Affari delle donne. La nuova insegna affissa sull’edificio recita, più precisamente, “ministero per la Predicazione, l’Orientamento, la Promozione della virtù e la Prevenzione del vizio”. Secondo l’emittente panaraba con sede in Qatar “Al Jazeera”, i ribelli islamisti hanno anche cacciato dalla struttura in questione alcuni dipendenti della Banca mondiale. Il personale, coinvolto in un progetto della Banca mondiale da 100 milioni di dollari per l’empowerment economico delle donne e lo sviluppo agricolo, è stato scortato fuori dall’edificio ieri, secondo quanto riferito da un collaboratore, Sharif Akhtar. Video pubblicati sui social network mostrano dipendenti donne del ministero protestare fuori dalla struttura, dopo aver perso il loro impiego. La mossa rappresenta un ulteriore esempio delle restrizioni ai diritti delle donne introdotte dai ribelli islamisti, a poco più di un mese dalla presa della capitale Kabul. Le Nazioni Unite hanno espresso “profonda preoccupazione” per il futuro dell’istruzione femminile in Afghanistan: “È cruciale che tutte le ragazze, incluse le più grandi, siano in grado di riprendere la loro istruzione senza ulteriori ritardi”, ha sottolineato l’Unicef.



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