Afghanistan: i talebani annunciano l’accerchiamento dei “ribelli” del Panjshir

I combattenti che ancora si oppongono ai talebani sono guidati da Ahmad Massoud, figlio di un ex comandante mujahideen

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I talebani hanno accerchiato le ultime province dell’Afghanistan che non sono ancora cadute sotto il loro controllo. Lo ha annunciato uno dei leader dei talebani, Amir Khan Motaqi, che ha chiesto ai ribelli che ancora resistono di deporre le armi e negoziare un accordo. Dalla caduta di Kabul, lo scorso 15 agosto, la regione montana del Panjshir è rimasta l’unica provincia dell’Afghanistan a resistere ai talebani, anche se sparuti combattimenti tra talebani e milizie locali si sono registrati anche nella vicina provincia di Baghlan.



I combattenti che ancora si oppongono ai talebani sono guidati da Ahmad Massoud, figlio di un ex comandante mujahideen, che può contare su alcune migliaia di miliziani locali ed ex membri delle forze speciali del disciolto Esercito nazionale afgano. Il gruppo ha offerto, almeno a parole, una amnistia per i combattenti che deporranno le armi e per tutti gli ex collaboratori delle forze straniere: Motaqi ha dichiarato che “l’Emirato islamico dell’Afghanistan è la casa di tutti gli afgani”.

L’associazione umanitaria italiana Emergency ha riferito che quattro morti e cinque feriti sono strati trasportati presso il suo ospedale a Kabul a seguito degli ultimi combattimenti tra talebani e milizie locali a Gulbahar, una delle vie di accesso al Panjshir. Secondo i leader ribelli, negli ultimi combattimenti hanno perso la vita sette combattenti.



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