Albania: ex premier Berisha espulso dal Partito democratico

La decisione finale è arrivata dopo le proteste organizzate dallo stesso Berisha lo scorso 8 gennaio

Sali Berisha

La direzione del Partito democratico albanese (Pd) ha deciso questa mattina di espellere l’ex primo ministro e storico leader, Sali Berisha. La riunione dell’organismo di partito è iniziata ieri alle 19 e si è concluso alle prime luci dell’alba dopo 8 ore di discussioni. Berisha era stato sospeso dal gruppo parlamentare del partito in attesa di chiarimenti da parte delle autorità degli Stati Uniti, che hanno dichiarato l’ex capo di governo e la sua famiglia persone ‘non grate’. La decisione finale è arrivata dopo le proteste organizzate dallo stesso Berisha lo scorso 8 gennaio di fronte la sede del Pd albanese che hanno portato a momenti di scontri e tensioni tra i sostenitori di Berisha le forze dell’ordine.



Inoltre il presidente del Partito democratico albanese (Pd), Lulzim Basha, e l’ex primo ministro, Sali Berisha, saranno interrogati nei prossimi giorni sulle violenze avvenute lo scorso 8 gennaio durante la protesta organizzata da Berisha davanti la sede del Pd. La Procura di Tirana chiamerà a testimoniare nei prossimi giorni Basha e Berisha su quanto accaduto sabato scorso. Interrogato sulla questione, Basha ha dichiarato ieri: “Finora non ho ricevuto alcuna comunicazione al riguardo, ma voglio dire che l’accusa e la polizia sono agli ordini del (premier) Edi Rama (…). Non c’è la polizia di Stato, ma la polizia di Rama, non c’è un procuratore indipendente ma un pubblico ministero comandato da Rama”, ha detto Basha ripreso dal portale di informazione “Albania Daily News”. Per quanto riguarda la protesta dell’8 gennaio, la Procura ha aperto una inchiesta nei confronti di due parlamentari del Partito democratico: il segretario generale del Pd, Gazment Bardhi, ed il deputato Flamur Noka.

L’ambasciata d’Italia in Albania ha condannato fermamente gli atti di violenza verificatisi davanti alla sede del Partito democratico albanese nella capitale Tirana. “Il ricorso alla violenza come strumento politico è inaccettabile e contrario alla Costituzione ed alle leggi albanesi”, ha riferito la Farnesina in un messaggio su Facebook. “Spetta alle forze dell’ordine garantire l’ordinato esercizio del diritto a manifestare e intervenire con gli strumenti opportuni se e quando necessario. Invitiamo tutte le parti ad astenersi dalla violenza e a risolvere pacificamente ogni controversia. La politica serve a questo”, si leggeva in una dichiarazione di domenica scorsa.



L’ex premier albanese Sali Berisha ha organizzato nella mattinata dell’8 gennaio una protesta, affiancato dai suoi sostenitori, per prendere il controllo della sede centrale del Pd. La polizia è poi intervenuta per disperdere i manifestanti che stavano protestando davanti alla sede della formazione politica di opposizione. Berisha sta cercando di rimuovere l’attuale leader del partito, Lulzim Basha, che lo ha espulso dal gruppo parlamentare dei democratici. L’espulsione è avvenuta dopo che Berisha è stato oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti, che lo accusano di corruzione. I suoi sostenitori si sono radunati davanti al quartier generale del partito a Tirana sabato mattina intorno alle ore 10:00. Un’ora più tardi alcune centinaia di persone hanno cercato di farsi strada attraverso le barriere poste fuori dall’edificio, hanno rotto finestre e non solo e sono infine riuscite a entrare. La polizia è stata chiamata da deputati all’interno della sede del partito che temevano per la loro vita. Gli agenti intervenuti per disperdere la folla hanno usato gas lacrimogeni e ci sono stati diversi feriti.

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