Algeria, presidente Tebboune: “Vile attentato terroristico ai nostri confini occidentali”

Un militare è morto nell'esplosione di un ordigno rudimentale al passaggio di una pattuglia delle guardie di frontiera

Tebboune Algeria

Il presidente dell’Algeria, Abdelmadjid Tebboune, ha definito un “vile attentato terroristico” l’esplosione di una bomba artigianale avvenuta oggi nell’ovest del Paese, causando la morte di un militare algerino. “Le mie condoglianze all’Esercito popolare nazionale, discendente dell’Esercito di liberazione nazionale, e alla famiglia del martire nazionale, il sergente Saraoui Seifeddine, che, con i suoi coraggiosi compagni, sono stati vittime di un vigliacco attacco terrorista ai nostri confini occidentali”, ha scritto Tebboune su Twitter. Un militare algerino è morto oggi nell’esplosione di un ordigno rudimentale al passaggio di una pattuglia delle guardie di frontiera durante una missione di ricognizione vicino al confine con il Marocco. Secondo il ministero della Difesa algerino, l’episodio è avvenuto nella località di Deglen, nel comune di Beni Boussaid, parte del dipartimento di Tlemcen. La vittima era il sergente Seifeddine Srauoi, deceduto per le ferite riportate, mentre il caporale Ahmed Zebiri e il caporale Abdelhak Seffari sono rimasti feriti. Il dicastero ha indicato che “sono state prese tutte le misure di sicurezza necessarie per la chiusura e la bonifica di quest’area e per chiarire le cause e le circostanze di questo atto terroristico”. Il generale Said Chengriha, capo di Stato maggiore dell’Esercito nazionale popolare, ha espresso le sue “sincere condoglianze e la sua profonda compassione alla famiglia e ai cari del defunto”, conclude la nota.



Il 24 agosto, l’Algeria ha interrotto le relazioni diplomatiche con il Marocco, accusandolo di “azioni ostili” dopo mesi di accresciute tensioni tra questi due Paesi del Maghreb. Il Marocco, dal canto suo, ha definito la decisione come “del tutto ingiustificata” e ha respinto “i pretesti fallaci, persino assurdi, che ne sono alla base”. I due Paesi nordafricani sono da tempo in disaccordo per il controllo del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola che è stata trasferita sotto il controllo del Marocco e della Mauritania nel 1973. Tre anni dopo, il Fronte Polisario, di cui l’Algeria è considerata il principale sostenitore, istituì la Repubblica araba democratica saharawi (Rasd, ad oggi solo parzialmente riconosciuta al livello internazionale) su una parte del territorio conteso. Il Marocco, che controlla gran parte del Sahara occidentale, sta spingendo per l’autonomia della regione sotto la giurisdizione di Rabat, mentre le Nazioni Unite e la Rasd sono favorevoli a un referendum sulla sua autodeterminazione.

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