Alitalia: protesta dei lavoratori a Roma

Alcune centinaia di lavoratori Alitalia manifestano a Roma

Alcune centinaia di lavoratori Alitalia manifestano da questa mattina a Roma, in occasione dell’incontro di oggi al ministero del Lavoro. Tra cori e slogan di protesta all’indirizzo dell’azienda, il corteo si è riunito in piazza della Repubblica, il cui accesso è stato chiuso e transennato dalle forze dell’ordine. Il traffico su via XX settembre e poi su via Vittorio Emanuele Orlando risulta rallentato. Questa mattina il corteo si era riunito sempre nella stessa piazza, per poi spostarsi e protestare sotto la sede del ministero di via Flavia. Dopo il tavolo tra sindacati e ministero, i manifestanti sono tornati, dunque, al punto di partenza. Al grido di “lavoro, diritti, dignità, il piano di Altavilla non passerà”, i dimostranti chiedono di affermare due principi “irrinunciabili dentro la vertenza Alitalia: salvaguardia occupazionale e un piano industriale serio che dia prospettive vere al nostro trasporto aereo”, affermano i lavoratori. “È un primo passo l’assicurazione dei Ministeri competenti che per Alitalia ci sarà la copertura di ammortizzatori sociali e formazione per il mantenimento delle certificazioni e la riqualificazione fino al 2022 con prospettive di estensione al 2023. I dicasteri hanno anche garantito l’impegno politico per accompagnare il processo in atto per il seguito”. È quanto dichiara Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit-Cisl, a valle dell’incontro di oggi su Alitalia presso il ministero del Lavoro.



“Da parte nostra abbiamo ribadito quella che secondo noi è la strada da percorrere: estensione della cassa integrazione fino al 2025, quando il decollo di Ita sarà definitivo, stando al piano industriale, e potrà assorbire ulteriormente le lavoratrici e i lavoratori di Alitalia, perché il nostro obiettivo imprescindibile è la tutela di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori interessati dalla crisi perché nessuno resto indietro. Proprio con questo obiettivo – continua Pellecchia – abbiamo chiesto politiche attive che consentano alle persone interessate di conservare e aggiornare le certificazioni necessarie per mantenere la loro professionalità e anche acquisire quella necessaria per la gestione di nuovi aeromobili. Al tempo stesso abbiamo ribadito ai Ministeri competenti che una nuova azienda italiana di proprietà del Mef non può partire senza la definizione di un contratto collettivo nazionale di lavoro che sia nel solco delle previsioni del contratto di settore e pertanto confidiamo in una riattivazione del confronto con Ita in tempi brevissimi. Con l’obiettivo di non ripetere gli errori del passato, abbiamo chiesto inoltre l’attivazione di una commissione di studio simile a quella attivato dal Mims a gennaio per la riforma del trasporto pubblico locale. Scopo di questa nuova commissione dev’essere analizzare le cause delle crisi delle aziende del trasporto aereo e proporre soluzioni, perché non c’è solo la vertenza Alitalia, ma l’intero settore era in crisi già prima della pandemia”, conclude segretario generale della Fit-Cisl.



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