America latina, Blinken: “Necessarie misure per rallentare flussi migratori senza precedenti”

Il segretario di Stato Usa: "Non sono il problema di un singolo Paese"

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I flussi migratori “senza precedenti” in America latina non sono il problema di un singolo Paese. Occorre prendere provvedimenti “specifici e concreti” che abbiano un effetto immediato per “rallentare i numeri”. Lo ha detto il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, parlando ieri nel corso della ministeriale sulla migrazione tenuta ieri a Bogotà. “La situazione che abbiamo davanti a noi è senza precedenti, con un numero record di migranti che si spostano nel nostro emisfero. In passato, abbiamo spesso assistito a un aumento della migrazione da alcuni Paesi che affrontavano una sorta di crisi acuta, ma ora non è più così. Ora, i migranti stanno lasciando contemporaneamente molti paesi della regione”, ha detto Blinken, secondo quanto riferisce un comunicato del dipartimento di stato. “Innanzitutto, dobbiamo riconoscere che si tratta di una grave questione umanitaria. Milioni di migranti vivono in situazioni pericolose e insicure (…). È anche una seria sfida per i paesi che ospitanti (…). Nelle condizioni attuali, la migrazione di massa è destinata ad aumentare in gran parte della nostra regione, il che metterà ulteriormente alla prova la nostra capacità di gestirla in modo ordinato”, ha detto il segretario di stato Usa.



Per tutte queste ragioni, ha affermato, “il problema così com’è ora è insostenibile. Dobbiamo affrontarlo rapidamente prima che diventi ingestibile”. Il capo della diplomazia statunitense ha quindi parlato della necessità di prendere provvedimenti “specifici e concreti” che abbiano un effetto immediato per “rallentare i numeri”. “Stiamo già lavorando a stretto contatto con i governi e i partner della società civile in Messico e in America Centrale. Speriamo di poter estendere questo partenariato a tutti i Paesi rappresentati qui oggi e di poter facilitare una maggiore cooperazione regionale”. Il segretario ha parlato della necessità di “rafforzare i controlli alle frontiere, ad esempio richiedendo visti e controllando meticolosamente l’ingresso nei casi in cui l’esenzione dal visto favorisca la migrazione irregolare” e “rendere più facile il rimpatrio per coloro che non hanno diritto alla protezione internazionale”. Alla ministeriale di Bogotà, riferisce un comunicato del governo colombiano, hanno partecipato i ministri degli Esteri di 17 Paesi del continente americano: Cile, Perú, Ecuador, Brasile, Panama, Costa Rica, Honduras, El Salvador, Repubblica Dominicana, Guatemala, Messico, Stati Uniti e Canada.

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