Ammiraglio Rabie a Nova: “Le indagini sulla Ever Given pronte tra due giorni”

L’Autorità del Canale di Suez ha acquisto i dati della scatola nera della portacontainer

L’Autorità del Canale di Suez (Sca) ha acquisto i dati della scatola nera della portacontainer battente bandiera panamense Ever Given e tra due giorni terminerà le indagini sull’incagliamento della nave che, dal 23 al 29 marzo, ha bloccato i collegamenti tra il Mar Mediterraneo e il Mar Rosso. Lo ha dichiarato in un’intervista esclusiva rilasciata ad “Agenzia Nova” a Ismailia, il presidente di Sca, Osama Rabie, secondo cui le indagini relative all’incagliamento della portacontainer “richiederanno probabilmente due giorni”. In fase preliminare, la Sca ha stimato che “l’entità dei danni e delle perdite, i costi del dragaggio e delle operazioni per liberare la nave potrebbero superare il miliardo di dollari”. Attualmente, la Ever Given resterà sotto sequestro nel Grande lago amaro fino al completamento delle indagini portate avanti dalla Sca, dalla Ever Green, dalle compagnie assicurative e dall’Organizzazione marittima internazionale.

Le “indagini sono in corso, ma finora non sono disponibili risultati preliminari”, ha spiegato a “Nova” il numero uno dell’Autorità del Canale di Suez. Rabie ha affermato: “Abbiamo ricevuto il Vdr, ovvero la scatola nera della nave, il cui contenuto è in attesa di indagini e studi, secondo specifici calcoli”. Lo scorso 29 marzo, dopo sei giorni di operazioni, la Ever Given, è stata disincagliata, consentendo la graduale ripresa del transito lungo il Canale di Suez, tornato pienamente efficiente lunedì scorso, 5 aprile. La Ever Given, costruita in Giappone nel 2018, con una lunghezza di 400 metri, una larghezza di 59 metri e una stazza lorda di 224 mila tonnellate, è una delle navi portacontainer più grandi del mondo che il 23 marzo ha urtato contro l’argine roccioso del Canale nei pressi della località di Ma’diyah a circa 8 chilometri a nord dell’imbocco meridionale della via d’acqua di Port Tawfik.

Dopo le operazioni di disincagliamento, la portacontainer Ever Given è stata trainata fino al Grande lago amaro, dove resterà sotto sequestro fino al completamento delle indagini. A tal proposito, il presidente della Sca Osama Rabie ha affermato: “Speriamo che la questione si risolva senza senza l’intervento della magistratura”. Attualmente, le autorità egiziane “stanno calcolando le spese sostenute” per liberare il blocco del Canale di Suez. La Sca proporrà alla società proprietaria della Ever Given, Shoei Kisen Kaisha, due soluzioni: una amichevole, l’altra giudiziaria. “Diremo alla società: se vuoi porre fine alla questione e pagare il risarcimento, per noi va bene”, ha anticipato Rabie. Al contrario, se la compagnia preferirà ricorrere alla magistratura, “per noi va bene”. “Stiamo preparando tutto e speriamo di sbarazzarci di questo problema senza ricorrere a cause legali, alla magistratura o ai tribunali”, ha chiarito Rabie. La Sca, quindi, rimanda la propria decisione sulla base della posizione che assumerà Shoei Kisen Kaisha. Nei giorni scorsi, funzionari della Sca hanno spiegato a “Nova” che la Ever Given si è incagliata a causa delle “maldestre manovre del capitano della nave”. Pertanto, la responsabilità di quanto accaduto e le ripercussioni economiche dovute al blocco del transito nel Canale di Suez vengono attribuite dal Cairo unicamente al comandante della portacontainer.

Il numero uno della Sca Osama Rabie è intervenuto anche sui danni provocati all’argine del Canale di Suez dall’incagliamento della Ever Given. “I danni all’argine – ha affermato – sono stati minimi e siamo stati in grado di ripararli prontamente. Mentre la portacontainer era ancora incagliata, la divisione ingegneristica della Sca stava riparando l’argine per non farlo crollare”. Per quanto riguarda i danni economici provocati dal blocco del Canale di Suez per una settimana, che ha costretto 422 navi a mettersi in fila e attendere di transitare, secondo la Sca sarebbero stati persi tra i 12 e i 15 milioni di dollari al giorno. L’incidente avvenuto il 23 marzo scorso ha spinto la Sca a prendere in considerazione l’espansione dei punti di accesso al Canale e delle attrezzature. A tal proposito, Rabie ha spiegato che la Sca sta già lavorando al piano 2023 per espandere il corso d’acqua e aumentare la profondità di alcune aree. “L’area dove si è arenata la Ever Given ha un pescaggio massimo di 72 piedi”, ha affermato Rabie. Inoltre, il presidente di Sca ha annunciato che “l’autorità acquisterà dei rimorchiatori. “Abbiamo già rimorchiatori con capacità che vanno da 70 a 160 tonnellate e che hanno preso parte alle operazioni di salvataggio con successo”.

L’obiettivo della Sca è incrementare le proprie caratteristiche, acquisendo rimorchiatori “con capacità da 250-300 tonnellate, in modo da poter ridurre i tempi di operazione da quattro a sei giorni, nell’eventualità che dovesse incagliarsi una nave più grande della Ever Given”, ha chiarito Rabie. Inoltre, “la Sca sta costruendo quattro rimorchiatori nell’arsenale di Port Said” e “altri cinque rimorchiatori con elevate capacità arriveranno dalla Cina, secondo quanto previsto da un contratto firmato prima dell’incidente”. “Siamo in un costante processo di sviluppo”, ha puntualizzato Rabie. “Le nostre capacità si sono dimostrate sufficienti, ma non ci fermeremo a questo limite. Porteremo più rimorchiatori e draghe”, ha detto ancora Rabie, ricordando che dei 15 rimorchiatori intervenuti per liberare la Ever Given, 14 sono di proprietà della Sca.

Venerdì prossimo, 9 aprile, arriverà a Ismailia una draga ad alta capacità, la più grande mai vista in Medio Oriente, e sarà denominata “Mohab Mamish”, in omaggio all’ex presidente di Sca. Ad agosto, inoltre, giungerà una seconda draga, la “Hussein Tantawi”. In più, due dei cinque rimorchiatori cinesi arriveranno in Egitto fra 14 mesi. “Siamo convinti che il Canale di Suez non sia soltanto dell’Egitto, ma del mondo intero. Quindi – ha precisato Rabie -, deve sempre avere tutto l’equipaggiamento, il potenziale e le capacità per affrontare qualsiasi situazione difficile”. Nell’ipotesi di dover ricorrere alle operazioni di scarico di grandi navi portacontainer che transitano nel Canale di Suez, la Sca ha preso in considerazione anche l’acquisto di gru, ha proseguito Rabie, sottolineando che nell’incidente della Ever Given sarebbero state inutili le gru, considerando la capacità di 223mila tonnellate della portacontainer.

Infine, il presidente di Sca Rabie ha indicato che l’incidente ha contribuito, malgrado tutto, a pubblicizzare l’importanza del Canale di Suez, “il valore dell’Egitto e delle sue capacità”. Ritornando sulle operazioni di salvataggio, Rabie ha dichiarato: “Abbiamo eseguito il processo di salvataggio senza l’aiuto di nessuno. Diversi Paesi hanno offerto il loro aiuto. Li ringraziamo profondamente. Tuttavia, abbiamo realizzato il processo di salvataggio con le nostre capacità, potenzialità”, dando “un messaggio al mondo intero”. “Abbiamo fatto qualcosa che – secondo gli esperti – avrebbe necessitato da due a tre mesi per essere risolto”. Nell’agosto del 2015, il presidente egiziano, Abdel Fatah al Sisi, ha inaugurato il raddoppio parziale dell’opera infrastrutturale. In particolare, è stato realizzato un tratto parallelo di 35 dei 193 chilometri del Canale, ampliandone anche il pescaggio.

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