Anche la Corea del Sud valuta l’adesione al Partenariato trans-Pacifico

Per il ministro del Commercio, Seul è un partner ideale per il CpTpp in virtù della sua competitività in diverse industrie

corea del sud

Il ministero del Commercio della Corea del Sud sta valutando attivamente l’adesione del Paese all’Accordo globale e progressivo per il Partenariato trans-Pacifico (Cptpp), in linea con l’obiettivo di Seul di assumere un ruolo chiave nel contesto del commercio regionale. Lo ha annunciato oggi 30 settembre il governo sudcoreano, pochi giorni dopo l’avvio di procedure formali per l’adesione al medesimo accordo regionale da parte di Cina e Taiwan. “La Corea del Sud è un partner ideale per il CpTpp in virtù della sua competitività in diverse industrie e tecnologie”, ha dichiarato il ministro del Commercio sudcoreano, Yeo Han-koo, durante un incontro con esperti del settore. Il Tpp-11 è una revisione dell’accordo di libero scambio negoziato a partire dal 2016 da Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Peru, Singapore, Vietnam e Stati Uniti. Fortemente voluto dall’amministrazione dell’ex presidente Usa Barack Obama, il patto fu inizialmente concepito come un mezzo per limitare l’influenza cinese nel Pacifico. Successivamente, durante l’amministrazione dell’ex presidente Donald Trump, proprio gli Stati Uniti abbandonarono i negoziati per l’istituzione dell’accordo, i cui Paesi membri rappresentano oggi circa il 13 per cento del prodotto interno lordo globale.



Il 16 settembre il ministro del Commercio cinese Wang Wentao ha inoltrato una richiesta scritta all’omologo neozelandese Damien O’Connor, col quale ha anche intrattenuto un colloquio in videoconferenza. Tramite l’accesso al Tpp, un accordo di libero scambio di portata inferiore al Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep) di cui la Cina è giù membro, ma più avanzato in termini di standard giuridici e normativi, Pechino punta ad aumentare ulteriormente il proprio peso nell’arena economica e commerciale dell’Asia-Pacifico. Taiwan ha presentato a sua volta il 22 settembre una richiesta ufficiale per entrare a far parte dell’Accordo globale e progressivo per il Partenariato trans-Pacifico (Cptpp). Lo ha dichiarato ieri il viceministro degli Affari economici taiwanese Chen Chern-chyi. La notizia giunge qualche giorno dopo la richiesta formale di adesione della Cina sebbene nelle settimane scorse l’Istituto Chung-Hua per la ricerca economica (Cier) avesse sollecitato Taiwan ad aderire all’accordo tempestivamente, prima della Cina, per cercare di evitare un iter più complicato a causa dell’opposizione di Pechino.

Il Giappone si è già detto favorevole all’adesione di Taiwan all’accordo. Il ministro degli Esteri del Giappone, Toshimitsu Motegi, ha descritto Taiwan come un “partner estremamente importante del Giappone”, col quale condivide valori basilari come lo stato di diritto. Il ministro ha aggiunto che il Giappone risponderà alla candidatura di Taipeiper l’adesione all’area di libero scambio “sulla base di una prospettiva strategica, e col consenso dell’opinione pubblica”. L’ammissione di un Paese al Tpp è vincolato all’approvazione unanime degli 11 Paesi membri. L’accordo, entrato in vigore il 30 dicembre 2018, istituisce un’area di libero scambio che include Giappone, Australia, Canada, Messico, Nuova Zelanda, Vietnam, Singapore, Malesia, Brunei, Cile e Perù.



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