Appello del presidente messicano: “Nord America unito contro espansione commerciale Cina”

Lopez Obrador ha incontrato l'omologo statunitense Biden ed il primo ministro canadese Trudeau

Andrés Manuel Lopez Obrador - messico

L’integrazione economica tra i Paesi dell’America del Nord – Stati Uniti, Messico e Canada – è “il miglior strumento” per fronteggiare la crescita di altre regioni del mondo, in particolare “l’espansione produttiva e commerciale della Cina”, e contrastare la “tentazione” di colmare gli squilibri “con l’uso della forza”. Lo ha detto il presidente del Messico, Andrés Manuel Lopez Obrador, nel corso dell’incontro con l’omologo statunitense Joe Biden e il primo ministro del Canada, Justin Trudeau, tenuto a Washington. “Non dimentichiamo che mentre Canada, Stati Uniti e Messico rappresentano il 13 per cento del mercato mondiale, la Cina ne controlla il 14,4 per cento”, ha detto Lopez Obrador in apertura del discorso pronunciato nella fase aperta alla stampa. “Nel 1990 la partecipazione della Cina era dell’1,7 per cento e quella dell’America del Nord era del 16 per cento. Se si mantiene la tendenza dell’ultimo decennio, da qui a trenta anni, per il 2051, la Cina avrà il controllo del 42 per cento del mercato mondiale e noi rimarremmo con il 12 per cento”, ha sottolineato “Amlo” parlando di una “sproporzione inaccettabile sul terreno economico”. Uno squilibrio che “manterrebbe viva la tentazione di scommettere sul risolvere questa differenza con l’uso della forza, cosa che ci metterebbe tutti in pericolo”.



Il capo dello Stato ha in questo senso definito “indovinata” la firma del nuovo trattato commerciale dei paesi dell’America del nord (United States-Mexico-Canada Agreement, Usmca). Tra i tanti vantaggi di una maggiore integrazione commerciale, c’è quella di poter “contare su una forza lavoro giovane e creativa, sviluppo tecnologico e grande ricchezza di risorse naturali. La distanza tra i nostri Paesi permette di risparmiare in trasporto, ed esiste sufficiente domanda nei nostri mercati”, ha sottolineato il presidente messicano. “Il consumo per capita dell’America è di 18mila dollari contro i 1.400 dollari dell’Asia. Ciò nonostante, oggi un consumatore della nostra regione per comprare un elettrodomestico o un’automobile deve mettersi in fila perché non ci sono semiconduttori, o perché è aumentato il prezzo del trasporto marittimo. È paradossale che ci sia tanto contante in circolazione in America del Nord e i porti del Pacifico siano saturati da merci in arrivo dall’Asia. Perché non possiamo produrre in America del Nord ciò che consumiamo?”, ha aggiunto Lopez Obrador insistendo sulla necessità di “promuovere un programma di investimenti produttivi in America del Nord per la sostituzione delle importazioni”. A tal proposito è necessario liberarsi da “miti e pregiudizi”, iniziando a considerare i migranti come la risposta alla domanda di forza lavoro della regione.

Stati Uniti, Canada e Messico devono unire le forze per guidare una “ripresa economica inclusiva”, e assicurarsi che i benefici di tale ripresa vengano distribuiti il più equamente possibile. Lo ha dichiarato il presidente Usa Joe Biden ieri, 18 novembre, in occasione del summit organizzato alla Casa Bianca con i leader di Messico e Canada, Manuel Lopez Obrador e Justin Trudeau. Il presidente Usa ha sollecitato a far fronte alle sfide connesse ai “flussi migratori senza precedenti nel nostro emisfero”, e ad aggredire “la diseguaglianza che continua a negare opportunità a troppe persone”. “Come leader condividiamo una comprensione innata che le nostre diversità costituiscono una enorme forza, e che siamo davvero capaci di raggiungere il nostro pieno potenziale quando liberiamo l’intera gamma dei talenti delle persone”, ha affermato Biden. Il summit dei leader nordamericani era un appuntamento annuale, che era stato però interrotto durante la presidenza di Donald Trump. L’evento ha incluso incontri separati tra i leader di Messico e Canada, e tra questi ultimi e la vicepresidente Kamala Harris.



 

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram

TAGS