Ambasciatore Latteri: “Rcep segna l’emersione dell’Asean come soggetto politico”

Latteri ha ricordato che l'accordo delinea un blocco di libero scambio di portata economicamente superiore all'Ue

Il Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep) storico accordo regionale di libero scambio sottoscritto lo scorso novembre, segna un ulteriore consolidamento della sfera economica cinese nell’Asia-Pacifico, ma anche “la definitiva emersione dell’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) come soggetto politico e diplomatico centrale” nel contesto della macro-regione asiatica. Lo ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia in Indonesia e e rappresentante italiano presso l’Asean, Benedetto Latteri, in occasione del webinar “Rcep – Regional Comprehensive Economic Partnership: novità e futuri sviluppi per le nostre imprese“, organizzato dal Club Asia e della Camera di commercio italo-cinese. Latteri ha ricordato l’importanza del Rcep, che delinea un blocco di libero scambio di portata economicamente e demograficamente superiore all’Unione europea: oltre 2 miliardi di persone, e quasi il 30 percento del prodotto interno lordo e del volume del commercio globali. Secondo Latteri, la Cina è il primo beneficiario dell’accordo, che traccia i contorni di una nuova area economica integrata proprio mentre incombe all’orizzonte il rischio del “decoupling” economico e commerciale con gli Stati Uniti. L’approvazione del Rcep, ha ricordato l’ambasciatore, è giunta al culmine di otto difficili anni di negoziati proprio nel pieno della pandemia di coronavirus: sotto questo aspetto, “la firma del Rcep è figlia del Covid”, perché giunge “proprio a seguito dei danni arrecati alle economie nazionali asiatiche dalla pandemia”.



Sul piano strategico, invece, il Rcep rappresenta un tentativo dell’Asean di creare un blocco multilaterale che faccia da alternativa alla contrapposizione tra Stati Uniti e Cina, apparentemente destinata a perdurare dopo l’ingresso alla Casa Bianca del presidente Joe Biden. Secondo Latteri, il Rcep è in parte un segnale “dell’assottigliarsi del peso degli Stati Uniti nell’area, che negli ultimi anni sono andati allontanandosi dallo schema dei grandi accordi di libero scambio multilaterale”. Il timore di molti esperti, ha sottolineato l’ambasciatore, è che la Cina si approcci al Rcep secondo le stesse dinamiche di potenza della Nuova via della seta. La Cina beneficerà dell’accordo “aumentando ulteriormente le esportazioni nell’area grazie al vantaggio competitivo della sua manifattura, e guadagnando nuovi sbocchi per i prodotti del suo settore tecnologico”. E’ anche vero, però, che il processo di omologazione regolatoria e semplificazione dei regimi di scambio consentita dal Rcep agevolerà il processo di riposizionamento di molte aziende e investimenti internazionali dalla Cina ai centri economici del Sud-est asiatico, un processo accelerato proprio dalla contrapposizione strategica tra potenze e dalla pandemia di coronavirus. L’ambasciatore Latteri ha evidenziato infine gli elementi di maggior incertezza del Rcep, a cominciare dall’assenza di standard comuni relativi alla tutela del lavoro, dell’ambiente e alla regolamentazione delle aziende di Stato, oltre alle difficoltà che segneranno inevitabilmente il processo di ratifica da parte degli Stati aderenti al progetto.

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