Assessore D’Amato: “Favorevole a obbligo vaccinale e anticipo terza dose”

"Spero che la mia proposta venga presa seriamente in considerazione" ha detto a proposito dell'anticipo della terza somministrazione

d'amato

La protesta del popolo dei “No green pass” che si è svolta ieri al Circo Massimo a Roma, dove circa 4 mila persone si sono radunate senza mascherine e hanno urlato slogan contro quella che definiscono “la dittatura sanitaria”, è stata condannata dall’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, che in una nota ha sostenuto le ragioni dell’obbligo vaccinale: “È assurdo che nel pieno della quarta ondata che sta investendo l’Europa a Roma si creino assembramenti di no green pass senza mascherina e distanziamento – ha dichiarato D’Amato -. Non è giusto pagare per questi irresponsabili. Meglio l’obbligo vaccinale”. Oggi in una intervista a “Il Corriere della Sera” l’assessore D’Amato è tornato sul tema e pur rilevando che nel Lazio circa 2 mila persone al giorno, che finora non avevano richiesto la somministrazione del vaccino anti Covid, stanno accedendo alla prima dose, ha rimarcato le ragioni dell’obbligo di immunizzazione e sostenuto la necessità di anticipare a a 150 giorni il termine per la terza dose.



“Ci sono grandi novità. Perché in una giornata tipo, in cui si somministrano tra i 20 e i 22 mila vaccini, l’84 per cento è per la terza dose e il 7 per cento per la seconda. Ma, e il sorpasso accade per la prima volta, il restante 9 per cento che vuol dire circa 2 mila persone, fa la prima – ha detto D’Amato nell’intervista -. Ma che si siano convinti o che siano stati forzati, l’importante è che si vaccinino. A questo punto meglio l’obbligo di immunizzarsi che pagare per l’irresponsabilità di alcuni come i no green pass”. Contestualmente l’assessore, che sta spingendo perché si anticipi la terza dose del vaccino anti Covid a 150 giorni, ha spiegato: “Spero che la mia proposta venga presa seriamente in considerazione. Anche Franco Locatelli (presidente del Consiglio superiore di sanità, ndr) si è espresso a favore. La Gran Bretagna lo sta già facendo e la Stiko, la commissione speciale tedesca sui vaccini, raccomanda la riduzione a 150 giorni”.

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