Atac: 1.200 dipendenti fermi causa pandemia, assessore Roma “servono assunzioni”

La Cgil: bene, ma si riaprano anche i comitati Covid aziendali

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Sono circa 1.200 i dipendenti che in Atac, azienda capitolina che gestisce il trasporto pubblico locale, fermi a causa della pandemia, tra coloro che hanno contratto il Covid e quelli che si trovano in quarantena. A confermare il numero è il direttore generale di Atac, Franco Giampaoletti, che in una nota ha spiegato: “Con circa 1.200 persone indisponibili a causa della pandemia (il numero comprende sia le persone che hanno contratto l’infezione sia le quarantene, e riguarda l’intero personale, non solamente gli addetti alla conduzione dei mezzi) riesce a oggi a garantire l’erogazione del servizio, al netto di alcune perdite di corse, ma senza una permanente rimodulazione del servizio”.



Secondo il Dg è credibile “che le nuove norme in materia di congedi Covid possano favorire una drastica riduzione delle quarantene (a oggi circa 700) e quindi – chiarisce Giampaoletti – la nostra stima è che il fenomeno della indisponibilità di personale non sia proiettato verso una crescita in termini sostanziali” perché seppure “è quasi certo che possa crescere il numero degli infetti” questo potrà essere “controbilanciato da una consistente riduzione delle quarantene”. Tuttavia, per affrontare eventuali situazioni di emergenza, secondo Giampaoletti, vanno studiate più “ipotesi organizzative” per “far fronte a una quota di assenze che possa incidere in modo significativo sulla erogazione in continuità del servizio” e “una di queste, ancora in fase di studio per verificarne la fattibilità sia sul piano giuridico sia tecnico, è una eventuale collaborazione fra enti per reperire personale con le qualificazioni necessarie”.

Per risolvere l’eventuale problema di una carenza di risorse umane in Atac, secondo l’assessore ai Trasporti di Roma, Eugenio Patanè, invece, ci vogliono “soluzioni stabili” e non “soluzioni tampone ed emergenziali, né tantomeno ricerche interinali. Nel 2022 andranno in pensione circa 180 dipendenti” e “preferirei una selezione pubblica da mettere in campo in tempi rapidi, anche attraverso lo scorrimento di graduatorie esistenti”, spiega. Sul punto è favorevole anche il presidente della commissione capitolina Mobilità, Giovanni Zannola del Pd, che chiarisce: “Le difficoltà di questi giorni, acuite dalla intensa circolazione del virus e dei contagi, riflettono il perdurante stallo di investimenti e non si risolvono con soluzioni-tampone. Concordo pienamente con l’assessore ai Trasporti Patanè. Non è più il tempo di ricorrere a misure temporanee, assumendo personale interinale e creando nuovi precari”.



La proposta di accelerare lo sblocco dei piani assunzionali, sia in Atac sia in Ama, era stata lanciata alcuni giorni fa dai sindacati. “Fa bene L’assessore Patane a chiedere nuove assunzioni a tempo indeterminato per garantire i servizi ai cittadini”, commenta Natale Di Cola della segreteria romana della Cgil. “Da tempo infatti ripetiamo che le aziende partecipate di Roma Capitale già a pieno organico, prima della pandemia, andavano in difficoltà, e adesso sono in gravissimo affanno – aggiunge -. Ci aspettiamo che quello di Atac non sia un caso isolato e che nuove assunzioni stabili vengano programmate per tutte le società”. Il sindacato, però, sottolinea anche che, oltre a nuove assunzioni, “è utile e indispensabile, per fronteggiare le difficoltà dovute alla pandemia e tutelare le lavoratrici e i lavoratori, ricostituire i comitati Covid-19 che consentono il confronto tra azienda e lavoratori sulle norme da adottare per la salute e la sicurezza. Inoltre – conclude Di Cola – serve avviare una attività di screening e tracciamento dei casi a tappeto”.

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