Australia: tribunale sospende revoca del visto a Djokovic, potrà restare fino al verdetto d’appello

Il legale del tennista ha chiesto che sia autorizzato a stare con i suoi avvocati anche nella giornata di domani

djokovic

Il team legale di Novak Djokovic ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione a restare in suolo australiano almeno un altro giorno in attesa del verdetto sul ricorso in appello contro la decisione del governo australiano di sospendere per una seconda volta il suo visto. È quanto emerso dall’udienza per le indicazioni di impugnazione legale che si è conclusa pochi minuti fa presso la Corte del circuito federale di Melbourne. Parlando nel corso dell’udienza, il legale del tennista Nicholas Wood ha chiesto che, oltre a stanotte, Djokovic sia autorizzato a stare con i suoi avvocati anche nella giornata di domani dopo essere stato intervistato dagli agenti dell’immigrazione alle 8 del mattino ora locale (le 22 di questa sera in Italia), e quindi autorizzato a rimanere negli stessi “locali residenziali” in cui si trovava dopo il suo rilascio. L’avvocato del ministero dell’Immigrazione, Stephen Lloyd, ha da parte sua replicato che i funzionari delle forze di frontiera intendono riportare Djokovic in detenzione già domani. Il giudice Anthony Kelly, lo stesso che lunedì aveva disposto la revoca della cancellazione visto del serbo disposta in un primo momento dal governo, si è aggiornato per un breve periodo.



I nuovi sviluppi giungono dopo che questa mattina il ministro dell’Immigrazione australiano, Alex Hawke, ha deciso di annullare il visto d’ingresso nel Paese del tennista serbo Novak Djokovic. “Ho usato il mio diritto di annullare il visto del signor Novak Djokovic, perché è nell’interesse pubblico”, ha dichiarato Hawke, secondo una nota riportata dall’emittente serba “N1”. La decisione è stata presa dopo l’ordinanza del Tribunale federale del 10 gennaio 2022 di annullare la decisione di revoca del visto. “Nel prendere questa decisione, ho considerato attentamente le informazioni fornitemi dal ministero dell’Interno, dalla polizia di frontiera e dal signor Djokovic. Il governo di Scott Morrison è pienamente impegnato a proteggere i confini dell’Australia, in particolare durante la pandemia di coronavirus. Ringrazio i funzionari del ministero dell’Interno e della polizia di frontiera che lavorano ogni giorno nell’interesse dell’Australia”, si legge nel comunicato.

Il primo ministro australiano, Scott Morrison, ha espresso il proprio sostegno alla decisione del ministro dell’Immigrazione. Secondo quanto riferisce la stampa locale, Morrison ha precisato che la decisione è stata presa a causa dei sacrifici fatti dai cittadini australiani durante la pandemia. Morrison ha affermato che, dopo un’attenta considerazione, il ministro dell’Immigrazione ha revocato il visto a Djokovic sulla base del fatto che tale decisione era nell’interesse pubblico. Il ministro dell’Immigrazione australiano Alex Hawke ha deciso di annullare il visto d’ingresso nel Paese del tennista serbo Novak Djokovic. “Ho usato il mio diritto di annullare il visto del signor Novak Djokovic, perché è nell’interesse pubblico”, ha dichiarato Hawke secondo una nota emessa dalle autorità australiane. Il tennista serbo Novak Djokovic sarà sottoposto domani a un colloquio presso il servizio immigrazione australiano a Melbourne. Lo riferisce il sito serbo “Nova.rs”, aggiungendo che gli avvocati stanno attualmente negoziando con i funzionari del governo australiano. Fino ad allora Djokovic non sarà tenuto in custodia, come è stato invece ipotizzato in precedenza. Secondo la stampa australiana, la squadra legale di Djokovic ha appreso oralmente la decisione delle autorità australiane di revoca del visto d’ingresso solo 20 minuti prima dell’annuncio ufficiale.



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