Austria: Kurz lascia la politica, la rivincita della vecchia nomenclatura dell’Ovp

Si è dimesso anche il cancelliere Schallenberg: "Non è mia intenzione prendere il controllo del partito"

kurz austria

Le dimissioni di Sebastian Kurz da tutti gli incarichi politici all’interno del Partito popolare austriaco (Ovp) sembrano segnare l’uscita di scena definitiva dell’ex cancelliere. Dopo avere lasciato la guida del governo lo scorso 9 ottobre, Kurz ha deciso oggi di dimettersi da presidente dell’Ovp e dall’incarico di capogruppo in Parlamento. “Il momento decisivo è stata la nascita di mio figlio”, ha affermato Kurz in precedenza sebbene il cerchio si sia sempre più stretto su di lui nelle ultime settimane. A pesare è stata l’apertura dell’inchiesta da parte dell’Ufficio del procuratore per i reati economici e di corruzione dell’Austria (Wksta) per ipotesi di reato quali, peculato, concussione e corruzione. L’accusa rivolta all’esponente politico ed altre nove persone, oltre che a tre associazioni, è quella di avere tra il 2016 e il 2018 destinato fondi pubblici del ministero delle Finanze “esclusivamente a scopi partitici”, ovvero a “sondaggi motivati e talvolta manipolati”.



Intanto, il cancelliere austriaco, Alexander Schallenberg, ha annunciato le sue dimissioni. “Non è mia intenzione e non è mai stato il mio obiettivo di prendere il controllo della funzione di leader federale del Partito popolare austriaco (Ovp). Credo che entrambi i ruoli – capo del governo e leader federale del partito più forte dell’Austria – debbano essere riuniti in una sola persona”, ha detto Schallenberg in una dichiarazione scritta. Schallenberg è cancelliere dall’11 ottobre, ovvero da quando Sebastian Kurz ha dato le dimissioni in relazione a uno scandalo di corruzione che lo ha coinvolto. Non è chiaro se Schallenberg tornerà alla guida del ministero degli Esteri. Secondo informazioni di “Kronen Zeitung”, il ministro dell’Interno Karl Nehammer dovrebbe prendere il suo posto alla guida dell’esecutivo.

Secondo i magistrati Kurz e la sua cerchia avrebbero favorito una campagna mediatica atta a screditare la vecchia leadership del partito e l’ex vice cancelliere, Reinhold Mitterlehner, che nel 2016 ricopriva la carica di presidente del Partito popolare. In questo modo avrebbero puntato a prendere il posto dei “vecchi” dirigenti di partito tramite presunte tangenti per manipolare i sondaggi e favorire la loro ascesa al potere. Negli ultimi giorni sono state pubblicate sui media nazionali stralci degli oltre 300 mila messaggi inviati da Kurz e dai suoi collaborati e da ministri a lui più vicini che sono stati acquisti dagli organi inquirenti. In questi si fa riferimento alla vecchia nomenclatura del partito in termini molto offensivi. In generale dalle chat è emerso un certo malcostume nelle prassi e nelle parole della cerchia ristretta del giovane esponente politico. Per questo motivo, spiega a “Nova” una fonte a Vienna, la posizione già precaria dell’ex cancelliere è diventata insostenibile all’interno del partito conservatore, portando Kurz alle dimissioni da tutti gli incarichi.



Quella che appare come la fine della sua parabola politica, è da addebitarsi ad una resa dei conti in seno all’Ovp. I vecchi dirigenti hanno consumato la loro “vendetta”, come confermato dalla fonte sentita da “Nova”, nei confronti dell’ex enfant prodige della politica austriaca. Kurz è stato infatti il capo di governo più giovane del mondo quando a 31 anni compiuti è subentrato alla cancelleria per la prima volta nel 2017. “Non sono né un santo né un criminale. Sono un essere umano con punti di forza e di debolezza”, ha detto oggi ai giornalisti a Vienna. “Dimostrerò l’infondatezza delle accuse sollevate contro la mia persona, anche se dovrò aspettare anni”, ha dichiarato ancora Kurz, secondo cui quella di lasciare tutti gli incarichi politici “non è stata una decisione facile”.

L’ex leader austriaco ha ammesso che nelle ultime settimane “la fiamma dell’entusiasmo si è abbassata”, perché si è dovuto difendere da “accuse e insinuazioni” sollevatesi nei suoi confronti. Il nuovo segretario dell’Ovp potrebbe diventare il ministro dell’Interno Karl Nehammer, noto per le sue prese di posizione molto dure sul tema dell’immigrazione. La situazione sembra essere molto fluida, tanto che anche il ministro delle Finanze Gernot Blumel e la ministra per gli Affari digitali ed economici, Margarete Schrambock, finiti ancora sotto la lente della magistratura, potrebbero dimettersi. Secondo l’emittente austriaca “Orf” Blumel è sempre stato uno dei più stretti alleati e amici di Kurz, mentre sull’uscita di Schrambock ci sarebbe meno consenso dentro al partito popolare. Il governatore dell’Alta Austria ed esponente di primo piano dell’Ovp, Thomas Stelzer, ha detto oggi di sostenere la necessità di convocare il Congresso del partito per nominare un nuovo ufficio di presidenza. Passaggio che conferma come il vecchio nucleo dei popolari si stia riorganizzando per riprendere le redini della formazione politica, a partire dai governatori degli Stati federali che, come sostiene la fonte sentita da “Nova”, sono stati messi in secondo piano negli ultimi anni dalla figura carismatica e accentratrice del giovane Kurz. Intanto il 35 enne ha detto di volere dedicarsi per il momento alla famiglia, dopo la nascita del suo primo figlio. Ma oltre all’indagine sui fondi pubblici, pesa sempre su Kurz anche quella per falsa testimonianza in merito ad una sua deposizione sullo scandalo Ibizagate, che coinvolse l’ex vicecancelliere austriaco e leader del partito di estrema destra Fpoe, Heinz-Christian Strache, all’epoca partner di governo dello stesso Kurz. Se Strache è stato poi condannato per corruzione, Kurz ne è uscito pulito restando alla cancelliera grazie alla formazione di nuova maggioranza con i Verdi.

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