Avviata indagine sulla ristrutturazione di Downing Street

La Commissione elettorale britannica fornirà aggiornamenti una volta che l'indagine sarà completata

Downing street

La Commissione elettorale britannica ha avviato un’indagine formale sui fondi stanziati per la ristrutturazione degli appartamenti di Downing Street da parte del premier, Boris Johnson. L’authority britannica è in contatto con il Partito conservatore dallo scorso marzo per quanto concerne i lavori in corso a Downing Street. Tuttavia, ora la Commissione elettorale ha annunciato che sembra “ci siano ragionevoli motivi per sospettare che possano essersi verificati uno o più reati”.



L’ente regolatore avvierà “un’indagine formale per stabilire se ci sono stati dei reati”, prosegue la nota, specificando che “l’indagine determinerà se eventuali transazioni relative ai lavori svolti a Downing Street 11 rientrano nel regime regolato dalla Commissione elettorale e se tale finanziamento è stato segnalato come previsto”. “Forniremo un aggiornamento una volta che l’indagine sarà completata. Non forniremo ulteriori commenti sino a quel momento”, conclude la nota della Commissione elettorale.

Il Partito laburista ha accusato il primo ministro di aver mentito su chi avrebbe effettivamente pagato per la costosa ristrutturazione dell’appartamento del premier al numero 11 di Downing Street. Come riporta l’emittente “Bbc”, le rivelazioni dell’ex braccio destro di Johnson, Dominic Cummings, hanno sollevato un polverone politico dopo che quest’ultimo ha affermato che il primo ministro avrebbe ricevuto “donazioni segrete” per finanziare i lavori. Il portavoce del primo ministro ha rifiutato di commentare, in particolare se Johnson abbia o meno ricevuto un prestito per coprire il costo della ristrutturazione ammontante a diverse centinaia di migliaia di sterline.



Nonostante non sia illegale ricevere donazioni, i politici eletti nel Regno Unito devono dichiarare quanto ricevuto in un pubblico registro per la trasparenza. Nella giornata di lunedì, il primo ministro ha affermato che qualsiasi dichiarazione in merito alla questione sarà fatta “a tempo debito”, mentre il portavoce ha affermato che i costi sarebbero stati coperti “personalmente dal primo ministro”

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