Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta in zona arancione, rossa la Sardegna

Tutte le altre Regioni saranno in zona gialla a partire da lunedì 26 aprile, l'Rt nazionale è a 0.81

zona arancione Roma

Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta in zona arancione, solo la Sardegna in zona rossa. Sono queste le Regioni destinate a restare fuori da un’Italia quasi totalmente gialla con le nuove ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza che andranno in vigore a partire dal 26 aprile in base ai dati esaminati nel corso della cabina di regia di stamane, che registra un nuovo calo del valore Rt a livello nazionale a 0.81 rispetto a 0.85 della scorsa settimana



Ripristinata la zona gialla, resta però il coprifuoco alle 22 e il certificato verde per spostarsi tra Regioni di colore diverso e dunque in zona arancione e zona rossa. Sono queste alcune delle indicazioni del decreto Covid contenente le nuove disposizioni in vigore dal prossimo 26 aprile firmato ieri sera dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e già pubblicato in Gazzetta ufficiale. Sulle misure previste dal decreto “verrà fatto un check ogni due settimane”, ha affermato ieri il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini.

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, nel corso della conferenza stampa sull’andamento epidemiologico nel Paese, ha chiarito che “l’età mediana dei nuovi contagi è di 43 anni e questo dimostra come la campagna di vaccinazione cominci a dare i suoi effetti”. “I ricoveri in area medica stanno scendendo ed anche in terapia intensiva, ma in questo caso superano ancora la soglia critica del 40 per cento” ha aggiunto Brusaferro precisando che le terapie intensive “sono ancora in sovraccarico”. La curva dei contagi in Italia “sta scendendo in particolare nell’ultimo periodo: c’è una decrescita lenta ma progressiva e cala in quasi tutte le Regioni ma in alcune i contagi sono in crescita”, ha aggiunto.



Nessuno “può escludere un nuovo aumento dell’incidenza dei casi ma bisogna responsabilizzare le persone” ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. Quando si fanno delle riaperture “ci si assume sempre un rischio e le persone non lo devono interpretare come un liberi tutti”, ha aggiunto.

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