Biden: “Non vogliamo una nuova Guerra fredda
ma siamo pronti a una dura competizione”

E' il messaggio alla Cina lanciato dal presidente nel suo intervento all'Assemblea generale dell'Onu

biden onu

Gli Stati Uniti non vogliono una nuova Guerra fredda, né vogliono un mondo diviso in blocchi regionali: tuttavia, sono pronti a una dura competizione, guidati dalla loro forza e dai loro valori. E’ il messaggio alla Cina lanciato dal presidente Joe Biden nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, alla quale l’omologo cinese Xi Jinping interverrà solo in via telematica. Biden ha sottolineato la necessità di sostenere con ogni misura possibile la libertà di navigazione nel mondo. “Il nostro approccio è pienamente coerente con la missione delle Nazioni Unite e con i valori della Carta. Sono valori ai quali tutti ci siamo impegnati. Tutte le grandi potenze della Terra hanno un dovere, quello di gestire con attenzione le loro relazioni. Non passeremo da una competizione responsabile al conflitto. Gli Stati Uniti competeranno, e lo faranno con vigore, guidati dai loro valori e dalla loro forza; si schiereranno dalla parte di alleati e amici, contro ogni tentativo di Paesi più forti di dominare quelli più deboli, di conquistare nuovi territori con la forza, con la coercizione economica, con lo sfruttamento tecnico e con la disinformazione. Non vogliamo una nuova Guerra fredda. Lo ripeto: non vogliamo una nuova Guerra fredda, e non vogliamo un ritorno al mondo diviso in blocchi regionali”, ha evidenziato Biden.



Biden: pronti a colpire il terrorismo senza grandi dispiegamenti di forze

Il mondo di oggi non è il mondo del 2001 e gli Stati Uniti non sono lo stesso Paese di allora: oggi sono in grado di colpire da remoto le organizzazioni terroristiche, senza bisogno di vasti schieramenti militari, ha spiegato Biden di fronte all’Assemblea. “Oggi – ha detto – siamo meglio attrezzati per individuare le minacce terroristiche, siamo più resistenti e capaci di rispondere. Sappiamo come funzionano le organizzazioni terroristiche, siamo in grado di tagliarne i finanziamenti e la propaganda, di scongiurare attacchi imminenti. Lavoriamo con i partner locali e non abbiamo più bisogno di grossi schieramenti militari”. Parlando della situazione regionale in Medio Oriente, Biden ha sottolineato che il modo migliore per risolvere il conflitto tra Israele e palestinesi resta la soluzione a due Stati, con uno Stato ebraico democratico che convive pacificamente con uno Stato palestinese democratico, sovrano e indipendente. “Siamo molto lontani da quell’obiettivo – ha aggiunto il capo della Casa Bianca – ma non possiamo permetterci di rinunciare alla possibilità di fare passi avanti”.

Il presidente Usa rilancia l’impegno per il clima

Gli Stati Uniti stanno lavorando per raddoppiare gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo per il contrasto ai cambiamenti climatici, ha annunciato il presidente Usa. “Con l’aiuto di capitale privato e altri donatori – ha aggiunto Biden – saremo in grado di mobilitare 100 miliardi di dollari per sostenere l’azione climatica nei Paesi in via di sviluppo”. Il capo della Casa Bianca si è richiamato al segretario generale dell’Onu, che ha parlato dell’emergenza climatica come di un “codice rosso per l’umanità”. “Scienziati ed esperti – ha spiegato Biden – ci dicono che ci stiamo rapidamente avvicinando a un punto di non ritorno. Per mantenere il riscaldamento globale sotto gli 1,5 gradi Celsius ogni Paese deve portare al tavolo le ambizioni più alte possibili quando ci incontreremo a Glasgow per la Cop26. Anche allora, dovremo mantenere nel tempo le nostre ambizioni collettive”.



“Ad aprile – ha ricordato il presidente Usa – ho annunciato il nuovo ambizioso obiettivo degli Stati Uniti di ridurre le emissioni di gas serra del 50-52 per cento rispetto ai livelli del 2005 entro il 2030. La mia amministrazione lavora a stretto contatto con il Congresso per investimenti cruciali nelle infrastrutture verdi e nei veicoli elettrici che ci aiuteranno a raggiungere i nostri obiettivi climatici. La cosa bella è che effettuare questi investimenti è anche una chance per ciascuno dei nostri Paesi di investire in se stesso e nel suo futuro, di creare posti di lavoro ben pagati e di assicurare crescita economica a lungo termine”. Biden ha ricordato anche il precedente impegno, assunto sempre ad aprile, nel sostegno ai Paesi in via di sviluppo contro i cambiamenti climatici. “Sono felice di annunciare che sto lavorando con il Congresso per raddoppiare nuovamente quella cifra, con aiuti che includono gli sforzi per l’adattamento. Questo – ha aggiunto Biden – renderà gli Stati Uniti Paesi leader nel finanziamento di strumenti contro i cambiamenti climatici”.

Per l’inquilino della Casa Bianca “il futuro è di chi abbraccia la dignità umana”

Il futuro, secondo il capo dello Stato Usa, appartiene a chi abbraccia la dignità umana, non a chi la calpesta. A chi libera il potenziale del suo popolo, non a chi lo soffoca. Biden ha usato queste parole negli ultimi passaggi del suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dedicandole a “manifestanti pacifici, attivisti dei diritti umani, giornalisti e donne che combattono in prima fila per la libertà” in Paesi come la Bielorussia, lo Zambia, la Siria e Cuba. Biden ha concluso il suo discorso con un appello alla comunità globale perché si unisca nella costruzione di “un futuro migliore”. “Lasciate che sia chiaro: non sono agnostico rispetto al futuro che vogliamo per il nostro mondo”, ha detto Biden.

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