Biden rilancia il dialogo con la Corea del Sud per la denuclearizzazione della penisola

Sung Kim è stato nominato inviato speciale statunitense il dossier nordcoreano

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Gli Stati Uniti e la Corea del Sud condividono uno stato di “profonda preoccupazione” per quello che riguarda la Corea del Nord. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente sudcoreano Moon Jae-In a Washington. Durante il suo intervento, l’inquilino della Casa Bianca ha annunciato che Sung Kim è stato nominato inviato speciale statunitense per la Corea del Nord, un chiaro segnale del rinnovato interesse di Washington nel dossier. Biden ha quindi annunciato che i due paesi hanno concordato una partnership sui vaccini per la lotta al Covid-19. Il capo dello Stato ha assicurato che gli Usa continueranno a consultare costantemente la Corea del Sud a proposito degli sviluppi con la parte a nord del 38esimo parallelo e a favore della libertà di navigazione nel Mar cinese meridionale e nello stretto di Taiwan. Biden ha poi sottolineato l’importanza degli sforzi comuni tra Washington e Seul nella lotta contro il Covid-19 e il comune impegno per arrivare all’obiettivo zero emissioni entro 2050 nell’ambito della lotta al cambiamento climatico.



Moon ringrazia Biden: “Da Usa fermo impegno diplomatico”

Per parte sua, il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, si è detto favorevole all’intenzione dell’amministrazione Usa del presidente Biden di lavorare a stretto contatto con Seul per la denuclearizzazione della penisola coreana. Il presidente sudcoreano ha quindi salutato positivamente il “ritorno dell’America” sulla scena mondiale, richiamando lo slogan bideniano “L’America è tornata”, utilizzato di frequente dagli esponenti dell’attuale amministrazione Usa. Moon ha poi commentato l’iniziativa di nominare Sung Kim inviato speciale Usa per la penisola, sottolineando che questa scelta “riflette il fermo impegno degli Stati Uniti per esplorare la diplomazia e la sua disponibilità al dialogo con la Corea del Nord”. Quella del capo del governo di Seul a Washington è stata la seconda visita di persona a Washington da parte di un leader straniero dall’inizio del mandato di Biden. Il primo capo di governo straniero a incontrare il presidente negli Stati Uniti è stato il premier giapponese Yoshihide Suga ad aprile. E’ significativo il fatto che, in entrambi i casi, si tratta di leader di paesi impegnati in prima fila nel contenimento cinese nel quadrante asiatico.

Il presidente Usa conferma il sostegno a Israele

Nel corso della conferenza stampa congiunta, Biden ha parlato anche della tregua raggiunta tra Israele e Hamas, il partito-milizia palestinese che controlla la Striscia di Gaza. Biden ha assicurato che non ci sarà alcun cambiamento nelle relazioni bilaterali Usa-Israele e che il sostegno di Washington verso lo Stato ebraico resta immutato. “Non c’è alcun cambiamento nel mio impegno per la sicurezza di Israele, punto e basta. C’è bisogno di una soluzione a due Stati”, ha detto Biden. L’inquilino della Casa Bianca ha ammesso di “pregare perché il cessate il fuoco regga”, in riferimento alla tregua entrata in vigore ieri tra Israele e Hamas dopo undici giorni di violenti scontri. “Voglio dire una cosa chiaramente – ha spiegato – Fino a quando nell’area non sarà riconosciuto il diritto inequivocabile a esistere di uno Stato ebraico indipendente non ci sarà pace”. Biden ha quindi fatto appello alla comunità internazionale affinché si mobiliti per “ricostruire Gaza”, al termine delle recenti tensioni, dicendosi fiducioso della tenuta della tregua e della parola del premier israeliano Benjamin Netanyahu.



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