Bielorussia, il premier polacco: “I migranti morti al confine sono deceduti per ipotermia”

Lo ha confermato il presidente del Consiglio della Polonia, Mateusz Morawiecki, in conferenza stampa

Polonia-Bielorussia

I tre corpi recuperati in Polonia al confine con la Bielorussia sono di persone morte di ipotermia. Lo ha confermato il premier Mateusz Morawiecki in conferenza stampa oggi. Secondo quanto ha riferito l’emittente “Polsat News”, il capo del governo ha detto che “abbiamo condotto un’analisi puntuale della situazione al confine” e “le tre persone che lo hanno oltrepassato sono morte per effetto di ipotermia e sfinimento”. La Polonia sta facendo i conti con “un’iniziativa organizzata di Aleksandr Lukashenko per destabilizzare la situazione al confine con la Bielorussia nel modo più esteso possibile. Solamente a settembre abbiamo osservato 4 mila tentativi di attraversamento illegale della frontiera”.



“Sono molti di più che ad agosto” e i due mesi combinati ne contano 7 mila casi. “Stiamo facendo i conti con un’azione di massa organizzata e diretta da Minsk e da Mosca”, ha detto Morawiecki. Sui deceduti il premier ha aggiunto che “non conosciamo esattamente la loro identità ma faremo di tutto per identificarli”. “Siamo assolutamente certi che persone dal territorio bielorusso vengano trasportate negli avamposti della Guardia frontaliera bielorussa” e che qui vengano istruite e aiutate ad attraversare il confine ed entrare in territorio polacco. “La mia preoccupazione è destata dal fatto che “al fine di mantenere la pressione sul confine esterno dell’Unione europea” la Bielorussia “ha rimosso l’obbligo di visto” dei viaggiatori da una serie di Paesi “con un grande potenziale di immigrazione illegale”.

Nel pomeriggio di ieri l’emittente radiofonica “Rmf Fm” ha rivelato che il cadavere di un uomo di origini irachene è stato trovato nel villaggio di Giby, a circa 13 chilometri dal confine con la Lituania e a circa 15 da quello con la Bielorussia. L’uomo, sulla 30ina, è morto di ipotermia. In serata la guardia frontaliera polacca ha confermato il rinvenimento di tre corpi in tre luoghi diversi ma sempre nei pressi del confine polacco-bielorusso, senza però fornire ulteriori dettagli, in particolare sulle cause di morte. Nel frattempo si è svolta un’operazione di soccorso per salvare la vita a otto migranti, tra i quali un minore di cinque anni e uno di tre mesi, bloccati in un’area paludosa vicino alla frontiera. Il gruppo, composto da profughi siriani e da un congolese, è stato soccorso e sette di loro sono stati ricoverati in ospedale.



In Polonia, al confine con la Bielorussia, è entrato in vigore lo stato di emergenza dalla mezzanotte tra il 2 e 3 settembre. In base alla decisione del governo, è vietato al transito a tutti coloro che non sono residenti nelle località coinvolte dallo stato di emergenza, ovvero 183 località dei voivodati di Podlachia e Lublino. Si tratta di luoghi immediatamente prospicienti alla frontiera e lo stato di emergenza coinvolge un’area fino a tre chilometri dalla stessa. La misura comporta inoltre la proibizione della possibilità di registrare con mezzi tecnici l’aspetto o le caratteristiche di luoghi, oggetti e aree di confine specifiche o delle persone che li sorvegliano. Lo stato di emergenza ha durata di 30 giorni, ma il ministro della Difesa, Mariusz Blaszczak, e lo stesso capo dell’esecutivo hanno già dichiarato che se necessario sarà prorogato.

Finora nel mese di settembre ci sono stati oltre 3.800 tentativi di attraversamento illegale del confine della Polonia, secondo quanto ha riferito il quotidiano “Gazeta Wyborcza”. Ad agosto erano stati circa 3.500 ma un anno prima erano praticamente pari a zero. Il governo polacco, assieme a quelli di Lettonia e Lituania, accusa Minsk di usare i migranti come un’arma ibrida, facilitando il loro arrivo in territorio bielorusso per poi promuovere il superamento illegale del confine con l’Unione europea.

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