Boko Haram torna ad attaccare Damasak e obiettivi Onu: 7 morti

Non è la prima volta che Damasak viene presa di mira: la città è stata infatti una roccaforte jihadista fino al 2014

boko haram

Almeno sette persone, compresi due militari, sono stati uccisi in un attacco condotto da sospetti membri dello Stato islamico nell’Africa occidentale (Iswap) contro la città di Damasak, situata nello Stato nord-orientale nigeriano di Borno, già in precedenza teatro di attacchi jihadisti. L’attacco, avvenuto nella notte fra sabato e domenica, è stato confermato dapprima da fonti della sicurezza, quindi ieri dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), i cui cooperanti sono stati presi di mira nell’attacco. Secondo quanto riferito dal coordinatore umanitario e capo della missione delle Nazioni Unite in Nigeria, Edward Kallon, un violento attacco ha preso di mira, nella notte di sabato e durante tutta la mattinata di ieri, le strutture di tre partner internazionali a Damasak. Le strutture sono state incendiate e saccheggiate, ha aggiunto Kallon, dicendosi “preoccupato per la sicurezza e l’incolumità dei civili e degli operatori umanitari”. Fonti della sicurezza hanno quindi riferito al quotidiano nigeriano “Premium Times” che l’attacco era principalmente mirato alle strutture delle Nazioni Unite e delle Ong attive a Damasak. Nell’operazione jihadista sono stati attaccati anche una stazione di polizia e un ospedale locali, mentre residenza civile dove si stava svolgendo una cerimonia, è stata bombardata da un jet militare.



Non è la prima volta che Damasak viene presa di mira: la città è stata infatti una roccaforte jihadista fino al 2014, quando fu ripresa dall’esercito. Due militari sono morti in città lo scorso 15 marzo in seguito a combattimenti scoppiati fra l’esercito e miliziani Iswap, fazione scissionista di Boko Haram. Secondo quanto riferito da fonti militari citate dal quotidiano “Daily Post”, un elicottero militare ha evacuato da Damasak a Maiduguri i militari rimasti feriti nei combattimenti, mentre un totale di 39 combattenti Iswap sono stati “neutralizzati” dallo sforzo congiunto dell’esercito nigeriano e di quello del Niger, al termine di uno scontro a fuoco durato oltre quattro ore. Situata 30 chilometri a sud del confine nigerino, Damasak è stata più volte in passato un obiettivo dei militanti di Boko Haram e di altri gruppi jihadisti. A maggio scorso l’esercito nigeriano ha respinto un attacco sferrato da Boko Haram nella stessa zona, che nel 2014 avevano conquistato Damasak per poi perderla nuovamente.

L’attacco alle attività Onu a Damasak ricorda inoltre quello sferrato nella notte tra l’1 e il 2 marzo a Dikwa, città dello Stato nord-orientale di Borno che ospita al suo interno un campo militare ed una base umanitaria delle Nazioni Unite e che a sua volta è già stata in passato obiettivo jihadista. L’attacco, confermato da fonti della sicurezza citate dalla stampa locale, ha visto una duplica aggressione contro la città e gli obiettivi militari, spingendo 25 operatori umanitari a cercare rifugio nel bunker Onu. Nonostante tre azioni dell’esercito nigeriano, intervenuto nel tentativo di respingere gli assalitori con il supporto di un aereo e di un elicottero, i miliziani sono riusciti a prendere la città in un’operazione nella quale mentre scriviamo non è conosciuto il bilancio di eventuali vittime. Secondo quanto riferito all’emittente “Rfi” da testimoni locali, l’attacco jihadista è stato “rapido e spettacolare”, mentre per il coordinatore Onu in Nigeria, Edward Kallon, è sembrato evidente che l’attacco inferto dai miliziani jihadisti a Dikwa mirasse direttamente le strutture di soccorso, con un grave impatto sul sostegno fornito dalle Nazioni Unite a quasi 100mila persone “che hanno un disperato bisogno di assistenza e protezione umanitaria”.



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