Brasile: via libera del Senato, un evangelico entra nella Corte Suprema

L'indicazione di André Mendonca da parte di Bolsonaro aveva suscitato un acceso dibattito nella scena politica locale

Brasile - André Mendonca

Il Senato del Brasile ha approvato la nomina di André Mendonca, già ministro della Giustizia nel governo di Jair Bolsonaro, come giudice della Corte suprema federale (Stf). L’indicazione di Mendonca da parte di Bolsonaro, a luglio, aveva suscitato un acceso dibattito nella scena politica locale. Per sostituire Marco Aurelio Mello, giunto al limite di età, il capo dello Stato aveva individuato in Mendonca – pastore presbiteriano della piccola chiesa Esperanca – il profilo di “un uomo equilibrato, religioso, rispettoso, di sani principi ed estremamente evangelico”. Al nuovo giudice, che da ultimo ha ricoperto l’incarico di avvocato dello Stato, il presidente aveva chiesto “solo una volta alla settimana” di “iniziare una sessione della Corte suprema con una preghiera”.



L’ingresso di un evangelico nella Corte è prova della crescita che questa confessione registra nel Paese amazzonico e, per molti analisti, una importante vittoria per Bolsonaro in vista delle elezioni presidenziali del 2022. Secondo le cifre fornite dall’istituto nazionale di statistica (Inbgi), nel 1980 i cattolici in Brasile erano un 89,9 per cento della popolazione, contro il 6,6 per cento degli evangelici: trent’anni dopo, nel 2010, gli evangelici hanno aumentato la loro presenza fino al 22,2 per cento, contro il 64,6 dei cattolici. Mendonca, che a 48 anni diventa il giudice più giovane nella storia della Corte, ha ottenuto il via libera dal Senato superando la maggioranza assoluta dell’Aula (47 “sì” e 32 “no”) più facilmente di quanto pronosticato alla vigilia.

Nel corso della lunga presentazione al Senato, Mendonca ha promesso il rigoroso rispetto della laicità dello Stato e delle regole democratiche. “Come dico a me stesso, nella vita la Bibbia, nella Corte, la Costituzione”. Il nuovo magistrato intende “difendere la laicità dello Stato e garantire la libertà religiosa di tutti i cittadini, compresi coloro che decidono di non avere una religione”. Ottenuto l’incarico, il pastore ha parlato di “un salto per gli evangelici”, e della “grande responsabilità” di rappresentare il “40 per cento della popolazione” del Paese. “Il popolo evangelico ha aiutato questo Paese e continuerà ad aiutarlo”.



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