Brunetta: “Serve un super green pass con restrizioni per i non vaccinati”

Per il ministro, se l'economia dell'Italia è aperta è merito della strategia del governo Draghi

Se l’Italia, con l’economia tutta aperta, ha meno casi degli altri, “il merito è della strategia del green pass del governo Draghi: la strada è un super green pass responsabile e condiviso, per non far pagare a tutti l’egoismo di alcuni. Lo ha affermato il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta in un’intervista al “Corriere della Sera”.



“Se ci saranno cambi di colore perché devono pagare tutti gli italiani vaccinati, per colpa dello zoccolo duro dei no vax, estrema minoranza, sempre più invisa? Se gli indicatori ospedalieri dovessero peggiorare, penso sia il caso di rafforzare il green pass escludendo i non vaccinati da alcune attività sociali”, ha aggiunto Brunetta, che alla domanda su quali sarebbero le attività off limits, ha risposto: “Ristoranti, stadi, piste da sci, teatri, cinema, discoteche. Perché far pagare a tutto il mondo del terziario urbano, della cultura, dello sport e del tempo libero con restrizioni che rischiano di ripiombarci in lockdown parziali? Vorrebbe dire costi di impresa, ristori, deficit, crisi, nuovo crollo dei consumi”.

Per il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio “ci sono forze politiche soprattutto di destra che stanno soffiando sul fuoco in questo momento” sui “no vax e no green pass” ma è necessario dire al “popolo italiano che si deve vaccinare”. Di Maio ha aggiunto che dove si sono tenute grandi manifestazioni contro l’uso del Green Pass, “lì ci sono stati picchi di contagi” e in questo contesto “hanno la responsabilità forze politiche che non hanno una posizione chiara, dicendo ‘vaccino sì ma anche no’”.



Sul tema è intervenuta anche Sandra Zampa, esponente del Partito democratico e consulente del ministero della Salute, secondo cui “l’obbligo vaccinale non è mai stato escluso dal Governo, è sempre stato nell’orizzonte delle possibilità”. L’obbligo, ha ricordato, “c’è già per alcune di categorie di lavoratori e se si decidesse di introdurlo andrebbe anzitutto a toccare quelle categorie di lavoratori che sono più a contatto con il pubblico. Poi la decisione spetta al decisore politico sulla base dei dati scientifici. Il primo passaggio che farà il governo sarà ascoltare i governatori”. Il green pass – ha poi aggiunto – “può prevedere che la durata del tampone sia ridotta, oppure accorciare la durata dello stesso green pass. Ma dobbiamo correre con la terza dose, attivandoci come per la campagna vaccinale, con particolare attenzione alle persone con più di 70 anni e rinnovando l’obbligo per i medici e i sanitari”.

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