Bulgaria: il voto premia il nuovo partito anticorruzione

Al via domani le trattative per la formazione del governo

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I veri vincitori delle elezioni parlamentari in Bulgaria sono stati il nuovo partito di centro, nato appena due mesi fa, Noi continuiamo il cambiamento, e l’astensionismo. La neonata formazione politica che nasce per combattere la corruzione è guidata da due ex ministri del governo tecnico, Kiril Petkov e Asen Vasilev. I due esponenti politici sono riusciti a portare un partito nato lo scorso settembre al 25 per cento dei consensi, stando al 75 per cento dei seggi scrutinati. Noi continuiamo il cambiamento è il primo partito, seguito dalla coalizione composta dai partiti Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria (Gerb) e Unione delle forze democratiche (Udf) ferma al 22 per cento. Il voto sorprendente si spiega con la voglia di una parte dei cittadini bulgari di premiare una forza nuova alternativa ai vecchi partiti che si sono susseguiti fino alla crisi del governo dell’ex premier e leader di Gerb, Bojko Borisov, consumatasi lo scorso aprile. Nel mezzo due elezioni anticipate ad aprile e luglio, e un esecutivo ad interim di cui hanno fatto parte fino a settembre lo stesso Pektov (come ministro dell’Economia) e Vasilev (come ministro delle Finanze). Inoltre sembra sia stata premiata la volontà annunciata dai due esponenti politici di volere dare una stabilità al Paese. Infatti le forze cosiddette antiestablishment, nate sull’onda delle proteste contro Borisov, non sono riuscite a formare un governo sull’onda dei risultati delle elezioni anticipate degli scorsi mesi. In questo contesto nasce il dato dell’affluenza della tornata elettorale di ieri, appena sotto il 40 per cento, che è il più basso della storia del Paese, nonostante si sia votato non solo per il rinnovo del Parlamento di Sofia ma anche per eleggere il presidente della Repubblica.



Petkov ha assicurato che il Paese avrà un governo dal momento che il suo partito è pronto a dialogare con tutte le forze che siederanno nel nuovo Parlamento di Sofia, fatta eccezione per Gerb e per il suo alleato negli ultimi governi di Borisov, il Movimento per i diritti e le libertà (Dps), che rappresenta le istanze della minoranza turca, terza forza uscita dalle urne con il 13 per cento dei voti. “Sarò il candidato primo ministro di Continuiamo il cambiamento ma ciò sarà una questione al centro delle trattative”, ha spiegato Petkov all’emittente “Bnt”. Inoltre l’ex ministro ha detto che il suo partito considera come primo partner di un eventuale esecutivo Bulgaria democratica, forza europeista ferma appena sotto il 6 per cento dei consensi, ma anche gli stessi socialisti, giunti al 10 per cento, oltre al vero sconfitto di questa tornata elettorale: C’è un popolo come questo (Itn) del presentatore televisivo e comico Slavi Trifonov che ha più che dimezzato i suoi consensi attestandosi intorno al 9 per cento. Con tutte queste formazioni “ci sono obiettivi comuni, come il sostituire il procuratore capo e fermare la corruzione”, ha dichiarato Petkov, che da domani condurrà in prima persona i negoziati per aprire un dialogo che porti alla creazione di un governo. Si è parlato prima del voto della possibile formazione di una coalizione “semaforo” come quella emersa in Germania. Un ombrello sotto il quale si riunirebbero tutte le forze alternative al Gerb e ai suoi storici alleati che appare indispensabile per raggiungere quella maggioranza di 121 seggi in seno al Parlamento monocamerale di Sofia, necessaria a governare. Da registrare inoltre il superamento della soglia di sbarramento del 4 per cento da parte del partito di estrema destra Vuzrazhdane (Rinascimento) che ha raggiunto il 4,9 per cento dei consensi. La forza, considerata dagli analisti “filorussa”, ha incentrato la sua campagna elettorale su messaggi contro la campagna di vaccinazione in Bulgaria (la cui copertura è tra le più basse in Europa) e contro le misure restrittive per limitare la diffusione del coronavirus.

Sul fronte delle elezioni per la presidenza non ci sono state novità, con l’affermazione netta dell’attuale capo di Stato Rumen Radev che ha raggiunto il 49 per cento dei voti e dovrà andare al ballottaggio con l’ex rettore dell’Università di Sofia Anastas Gerdzikov, candidato indipendente ma appoggiato da Gerb. Quest’ultimo, che ha ottenuto il 22 per cento dei consensi, ha detto di avere raggiunto l’obiettivo principale, ovvero quello di arrivare al secondo turno delle elezioni presidenziali. Pur ammettendo che il distacco da Radev resta alto, “ora sentiamo che la differenza è più piccola e la prossima settimana speriamo di compensarla”, ha affermato l’accademico. “Saremmo ancora più felici se avessimo ridotto ancora di più questa differenza il che sarebbe successo se Radev non avesse rifiutato il confronto”, ha aggiunto. “Molti partiti, diversi da quelli che ci hanno ufficialmente sostenuto hanno già votato per noi. Questo dato aumenterà al secondo turno”, ha commentato Gerdzikov sfidando nuovamente l’avversario a confrontarsi in un dibattito pubblico prima del secondo turno che si terrà domenica prossima. Intanto Radev ha dichiarato che intende convocare la nuova Assemblea nazionale il prima possibile. “Credo che i partiti supereranno le loro divergenze in nome di un futuro comune e che ci sarà una maggioranza stabile”, ha affermato oggi nel corso di una cerimonia per il giuramento di due nuovi giudici costituzionali.



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