Burkina Faso: attacco armato a convoglio dell’esercito, uccisi tre militari e 11 aggressori

L'obiettivo dell'attacco è stato il distaccamento dell'esercito a Thiou, nella regione settentrionale di Yatenga

Burkina Faso

Tre militari del Burkina Faso sono morti e 11 aggressori sono stati uccisi in un attacco armato condotto da sospetti militanti jihadisti nel nord del Paese. Lo ha reso noto l’esercito in un comunicato, secondo cui obiettivo dell’attacco è stato il distaccamento dell’esercito a Thiou, nella regione settentrionale di Yatenga. L’attacco è l’ultimo dei tre avvenuti dallo scorso 14 novembre nei quali sono morti oltre 60 militari e oltre una decina di civili, scatenando rabbia e proteste a livello nazionale, con la richiesta delle dimissioni del presidente Roch Marc Kaboré. La scorsa settimana almeno 53 persone sono morte in un attentato contro un distaccamento della gendarmeria di Inata, nella provincia settentrionale di Soum, mentre domenica 14 novembre si è verificato un altro attacco nel comune di Kelbo, sempre nella provincia di Soum, con la morte di altre 10 persone. In seguito agli attacchi il presidente Roch Marc Christian Kaboré ha decretato un lutto nazionale di 72 ore. Il rappresentante speciale delle Nazioni Unite per l’Africa occidentale e il Sahel, Mahamat Saleh Annadif, ha dichiarato oggi in conferenza stampa che la situazione in Burkina Faso è estremamente preoccupante. “Faccio appello alla saggezza della società civile e di altri attori per evitare che un Paese come il Burkina, citato come esempio in diverse aree, cada in una crisi come sta accadendo altrove”, ha detto Annadif, in riferimento alla destabilizzazione in atto in altri Paesi del Sahel tra cui il Mali e il Ciad.



La crescente insicurezza nel Paese è causa delle forti proteste in atto da giorni nel Paese, proteste che hanno indotto il governo a sospendere i servizi Internet di telefonia mobile. Sabato scorso gli oppositori hanno sollecitato nuove proteste contro l’incapacità del governo di contenere l’insurrezione dei gruppi jihadisti legati ad al Qaeda e allo Stato islamico che dal 2015 hanno ucciso migliaia di persone e causato lo sfollamento oltre un milione. Le manifestazioni si stanno trasformando in proteste diffuse contro la presenza francese, con centinaia di persone che si sono radunate lo scorso fine settimana nella città di Kaya per bloccare un convoglio di mezzi logistici e blindati francesi in viaggio verso il vicino Niger. Il convoglio – ad oggi – non è ancora riuscito a lasciare il Burkina Faso. A causa del protrarsi delle proteste, il governo del Burkina Faso ha prorogato la sospensione del servizio Internet mobile, decisa domenica scorsa dalle autorità locali in seguito ai crescenti disordini politici legati all’insicurezza nel Paese. Lo fa sapere il governo in una nota. La sospensione è stata decisa per “motivi di sicurezza e di difesa nazionale” e inizialmente sarebbe dovuta durare 96 ore ed essere revocata ieri sera.

Dal 2015 il Burkina Faso è alle prese con un aumento degli attacchi terroristici che hanno causato centinaia di vittime e oltre 1,4 milioni di sfollati interni. Secondo il ministero della Difesa, dall’inizio della crisi un totale 478 militari del Burkina Faso sono morti in difesa del loro Paese. Dal 28 maggio a oggi, questi attacchi hanno anche causato la chiusura di 2.244 scuole che hanno colpito 304.564 studenti in diverse regioni del Paese. Secondo le Nazioni Unite, le violenze hanno spinto circa 17.500 persone a lasciare il Paese dall’inizio dell’anno. Ad oggi è stato dichiarato lo stato di emergenza in 14 delle 45 province del Paese, al fine di facilitare la lotta al terrorismo. Dal 2019, un coprifuoco è stato disposto nelle regioni colpite e regolarmente prorogato.



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