Calcio: Premier League conferma acquisizione del Newcastle da parte di fondo saudita

Il fondo saudita Pif controllerà l’80 per cento dello storico club sportivo inglese

NewCastle

La Premier League inglese ha confermato l’acquisizione del Newcastle United da parte di un fondo saudita. Come riferisce l’emittente britannica “Sky News”, l’accordo ha un valore di 300 milioni di sterline e poggia sull’assicurazione che “il Regno dell’Arabia Saudita non controllerà” il club calcistico. Migliaia di tifosi si sono radunati questo pomeriggio fuori dallo stadio del Newcastle, il St James Park, per celebrare l’acquisto della loro squadra da parte di un fondo che si presume potrà investire ingenti somme di denaro nel rafforzamento della rosa e delle strutture societarie. Il fondo sovrano saudita Pif, che controllerà l’80 per cento del club inglese, ha infatti risorse stimate in 250 miliardi di sterline.



Nel luglio 2020, il gruppo di investitori guidato dal Fondo di investimento pubblico saudita (Pif) aveva annunciato di aver abbandonato la proposta acquisizione, per un valore di 300 milioni di sterline (390 milioni di dollari) della squadra di calcio del Newcastle United. Lo aveva reso noto lo stesso consorzio, che oltre al Pif saudita era composto dall’imprenditrice nel settore della finanza, Amanda Staveley, e dai due miliardari britannici Simon e David Reuben. Nella nota si leggeva come il ritiro fosse dovuto alla lunga negoziazione e alle sfide poste dalla crisi del coronavirus. Il gruppo di investitori aveva accettato di acquisire il club dal miliardario Mike Ashley nell’aprile 2020, poco dopo la sospensione del campionato inglese a causa della pandemia. Dopo aver raggiunto l’accordo con Ashley, il consorzio aveva atteso l’approvazione della Premier League inglese sulla loro idoneità come proprietari. “Durante il processo imprevedibilmente prolungato, l’accordo commerciale tra il gruppo di investimento e i proprietari del club è scaduto”, aveva dichiarato il consorzio nella nota.

L’acquisizione del Newcastle da parte del consorzio guidato dal Fondo di investimento pubblico dell’Arabia Saudita aveva attirato critiche da parte di Amnesty International, che aveva chiesto di bloccare le negoziazioni a seguito delle violazioni dei diritti umani nel regno. Il gruppo del Qatar “BeIn Media Group” aveva anche accusato l’Arabia Saudita di aver diffuso in maniera illecita le sue trasmissioni sportive tramite l’emittente satellitare “BeoutQ”.



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