Cartabia: “A Santa Maria Capua Vetere violenza a freddo, indagini su tutte le carceri”

Lo ha affermato la ministra della Giustizia durante l’informativa in Aula alla Camera sui gravi fatti accaduti nel penitenziario del Casertano

Cartabia

A Santa Maria Capua Vetere fu “violenza a freddo”. Lo ha affermato la ministra della Giustizia Marta Cartabia durante l’informativa in Aula alla Camera sui gravi fatti accaduti nel carcere del comune in provincia di Caserta. “Stando alle indagini”, ha spiegato la ministra, risulta infatti che “non fosse una reazione alle tante rivolte accadute in quei mesi, non era una reazione necessitata da un’azione di rivolta”, ma una violenza avvenuta a freddo. Quanto raccontato dalle terribili immagini di violenza e soprusi nei confronti dei detenuti richiede “una risposta immediata” per accertare i fatti ma “ai miei occhi sono spia di qualcosa che non va e dobbiamo indagare, intervenire con azioni ampie e di lungo periodo perché non accadano più”. A tal proposito, la ministra ha spiegato che è stata istituita al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) “una commissione ispettiva interna che visiterà tutti gli istituti penitenziari dove ci sono state proteste o i gravi eventi del marzo 2020”. Per quanto riguarda le indagini, attualmente “il totale complessivo delle unità di personale dell’Amministrazione sospese a vario titolo è pari a 75. Rimangono altri indagati, per i quali il gip ha specificato che non v’è certezza della loro presenza. Per questo ha respinto la richiesta di misura cautelare”. Tutti i detenuti coinvolti, ha aggiunto, “sono stati trasferiti”.

Secondo Cartabia, quegli avvenimenti “recano una ferita gravissima alla dignità delle persone”, ed è per questo che occorre “riflettere sulla contingenza ma anche sulle cause profonde che hanno portato un anno fa ad un uso così smisurato e insensato della forza”. Difficile poi, secondo la Guardasigilli, non considerare anche la coincidenza storica con i fatti del G8 di Genova del 2001: “Il 21 luglio di 20 anni fa a Genova, durante i giorni del G8, accadevano fatti di violenza altrettanto inaudita”. Una coincidenza che invita ulteriormente a riflettere sulle cause di una simile violenza. Bisogna infatti “guardare in faccia i problemi cronici affinché non ci siano più atti contro i detenuti né contro gli agenti di polizia”. Il carcere è “specchio della nostra società ed è un pezzo di Repubblica che non possiamo rimuovere dal nostro sguardo e coscienze”.

Parallelamente, la ministra della Giustizia ha colto l’occasione anche per trattare il tema del sovraffollamento delle carceri italiane, che “sta peggiorando”. In questo senso è prevista la costruzione di “otto nuovi padiglioni, uno proprio a Capua Vetere“, proprio perché “nuove carceri servono, nuovi spazi servono e ci saranno”. Ma la costruzione dei nuovi padiglioni, ha spiegato Cartabia, non è finalizzata solo alla creazione di nuovi posti letto, ma anche di “nuovi spazi per il trattamento dei detenuti.

 

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