Caso Paterson, il leader laborista Starmer chiede le scuse di Johnson

Johnson aveva chiesto ai parlamentari Tory di votare per bloccare la sospensione del conservatore

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Il leader del Partito laburista britannico Keir Starmer ha chiesto che il primo ministro Boris Johnson si scusi pubblicamente per come ha gestito le accuse di lobbying sleale nei confronti del deputato conservatore Owen Paterson. Come riporta l’emittente radiotelevisiva “Sky News”, il premier aveva difeso Paterson dalle accuse del Parlamento, chiedendo anche che fossero riviste le regole di valutazione per i parlamentari. Dopo le dimissioni di Paterson tuttavia, Starmer ha anche chiesto che Johnson assicuri che il deputato non venga più nominato per nessun’altra carica in futuro. Oltre a questo, Starmer ha fatto appello ad un provvedimento per il caso del deputato Rob Roberts, riammesso nel Partito conservatore dopo le accuse di molestie sessuali.



Il capogruppo alla Camera dei comuni britannica dei conservatori, Jacob Rees-Mogg, dovrebbe dimettersi dal momento che la sua posizione è diventata “insostenibile” perché ha perso il controllo della situazione, ha ieridetto la parlamentare del Partito laborista, Thangam Debbonaire, citata dal quotidiano “The Independent”, in relazione al caso del parlamentare conservatore britannico, Owen Paterson, dimessosi dopo la polemica intorno alla sua attività di “lobbying sleale” per aver favorito due società in cui lavorava come consulente. Il deputato, che ha annunciato le sue dimissioni con una nota, era stato già sospeso per 30 giorni dalla Camera dei comuni, mossa per la quale il primo ministro britannico Boris Johnson aveva chiesto di rivedere gli standard per valutare la gravità delle condotte dei parlamentari.

Johnson aveva chiesto ai parlamentari Tory di votare per bloccare la sospensione di Paterson dalla Camera dei Comuni e di creare una nuova commissione, guidata dai conservatori, per riesaminare il suo caso. Proposta che ha scatenato una forte protesta da parte dei laburisti, liberaldemocratici e dal Partito nazionale scozzese che hanno promesso di boicottare la nuova commissione. Al riguardo, ha aggiunto Debbonaire, il premier Johnson dovrebbe “considerare la sua posizione” al riguardo e prendere atto della cattiva gestione della vicenda. L’emittente “Sky News” ha riporta ieri che un ministro del governo ha liquidato lo scandalo della lobby di Paterson come una “tempesta di Westminster che si risolverà in un bicchiere d’acqua” e ha ammesso una “frustrazione” per il fatto che la discussione abbia spostato l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale sul caso anziché sulla Cop26 in corso a Glasgow.



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