Cento anni fa nasceva Nino Manfredi

La sindaca Raggi: "Un artista unico che i romani amavano e tutt'ora amano tanto"

Nino Manfredi

Un ricordo di Nino Manfredi a cento anni dalla nascita: oggi, nella sala dell’Esedra del Marco Aurelio ai Musei Capitolini, si è tenuta una cerimonia per ricordare l’artista, nato il 22 marzo del 1921 a Castro dei Volsci in provincia di Frosinone e divenuto romano d’adozione grazie alla brillante carriera di attore, regista, sceneggiatore, comico, cantante e doppiatore. Ad aprire le celebrazioni la sindaca di Roma, Virginia Raggi.



“Celebriamo il centenario di Nino Manfredi, un artista unico che i romani amavano e tutt’ora amano tanto– ha detto la sindaca -. Il cinema è il linguaggio universale in cui Manfredi eccelleva e con cui ha dato tanto a Roma – ha aggiunto -. Nino Manfredi ha ricambiato con altrettanto amore e passione verso la nostra città il grande affetto del pubblico, grazie al suo talento, unito allo studio, alla dedizione e a una simpatia istintiva. È diventato un simbolo per il nostro Paese e uno di famiglia, allo stesso tempo. L’unicità della sua storia, della sua passione e del suo talento – ha concluso Raggi – mi rendono davvero orgogliosa di essere qui oggi a celebrare questo immenso artista”. Alla sindaca i figli dell’artista, Luca e Roberta Manfredi, hanno donato il volume “Un friccico ner core. I cento volti di mio padre“, mentre l’amministrazione capitolina ha fatto dono alla famiglia dell’artista scomparso nel 2004 della Lupa capitolina in segno di riconoscenza per quanto ha fatto per la città di Roma.

Per l’assessora alla Cultura, Lorenza Fruci, “per molti il primo ricordo di Nino Manfredi è legato a Pinocchio, al ruolo di Geppetto e quindi alla figura di un padre accogliente”. Fruci ha ricordato di Manfredi “la profonda e innata ironia che lo ha reso il grande attore che è stato. Artista dalla risata pulita e rispettosa che ci ha insegnato che la sensibilità nasce dal dolore, che solo un uomo che ha conosciuto la sofferenza può renderla sublime ironia: ironia di cui lui era maestro. Colto, poliedrico, romano d’adozione Manfredi ha incarnato in pieno una stagione irripetibile del cinema – ha concluso Fruci -, Roma non può dimenticarlo e oggi lo omaggia”.



Alla cerimonia sono intervenuti anche: Teresa De Santis, presidente Rai Com; Angelo Teodoli, amministratore delegato Rai Com; Ludovico Di Meo, direttore Rai Due; Duilio Giammaria, direttore Rai Documentari; Patrizia Cardelli, direttore Rai Libri; Fabrizio Casinelli, direttore comunicazione e rapporti istituzionali Rai Com.

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