Cernobbio: concluso il Forum Ambrosetti, terza giornata dedicata alla ripartenza italiana

Le prime due giornate sono state dedicate rispettivamente ai principali temi dell’agenda globale ed europeaLeggi anche altre notizie su Nova News Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram

Si è conclusa nel primo pomeriggio la 47ma edizione del Forum Ambrosetti. Dopo le prime due giornate, dedicate rispettivamente ai principali temi dell’agenda globale ed europea, l’ultima tappa della tre giorni di Cernobbio (Como) si è incentrata sulle priorità per la ripartenza italiana dopo la pandemia di coronavirus. I lavori della mattina sono stati aperti da un videomessaggio del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e sono proseguiti lasciando spazio alle voci dei partiti con gli interventi del leader della Lega Matteo Salvini, del segretario del Partito democratico Enrico Letta e dei presidenti del Movimento 5 stelle e di Fratelli d’Italia, Giuseppe Conte e Giorgia Meloni rispettivamente. Alle discussioni hanno poi preso parte i principali esponenti del governo: il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco; il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti; il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando; il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Enrico Giovannini; il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta; la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese; la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini; il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi; la ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa.



 

I titolari dei dicasteri hanno parlato dei temi di rispettiva competenza, per illustrare le sfide che l’Italia si appresta ad affrontare nel quadro della ripresa economica e sociale dopo la pandemia nei campi delle infrastrutture, della pubblica amministrazione, del lavoro, delle politiche sociali, della sicurezza e dell’educazione. Temi che godono di rilevanza ancora maggiore in quanto strategici per un’efficace messa a terra delle risorse in arrivo grazie al fondo Next Generation Eu. E proprio alla luce di questo obiettivo, tutti i partecipanti si sono detti concordi sull’importanza di accelerare nelle principali riforme strutturali che il governo Draghi sta portando avanti: dal fisco alla pubblica amministrazione, fino ad arrivare alla giustizia. Prioritario, secondo quanto ribadito anche dal ministro Franco, sarà creare le condizioni necessarie per mantenere il ritmo di crescita determinatosi negli ultimi mesi. “La crescita di medio e lungo termine rappresenta il principale problema in questo momento, anche se la ripresa procede speditamente: l’Ufficio parlamentare di bilancio ha previsto una crescita annuale del Pil pari al 5,8 per cento, ma non possiamo escludere un dato leggermente superiore”, ha spiegato il ministro, insistendo sulla necessità di uno sforzo “corale” da parte di tutto il Paese.



Sulla crescita è intervenuto anche il ministro Giorgetti, ribadendo quanto sia importante dare il via a una “rivoluzione culturale” che riporti le imprese e gli imprenditori al centro della crescita economica. “Senza un sistema delle imprese non può esserci crescita”, ha affermato, esprimendo poi alcune “riserve” sul tema della transizione ecologica ed evidenziando la necessità di un “terreno di confronto che sia uguale per tutti”. Sulle sfide della transizione si è poi soffermato il ministro Giovannini, che pur riconoscendo il contributo del Piano nazionale di ripresa resilienza (Pnrr) al futuro sviluppo delle infrastrutture (soprattutto nei settori dei trasporti e della mobilità) ha ricordato che “ci sono anche altri fondi, come quelli strutturali europei o il Fondo sviluppo e coesione”. “Abbiamo sbloccato 102 opere pubbliche, soprattutto nel Mezzogiorno e con forti investimenti sull’edilizia sostenibile”, ha detto, ribadendo l’attenzione del Mims allo sviluppo dell’Alta velocità e alla modernizzazione delle reti ferroviarie regionali. Occhi puntati anche sull’Afghanistan: tema già affrontato venerdì dal rappresentante civile della Nato, Stefano Pontecorvo, e ripreso anche nell’intervento di apertura di Di Maio, in videocollegamento dal Qatar. “Il nostro obiettivo è aiutare i Paesi limitrofi a gestire i flussi di persone in fuga, e collaborare sul fronte del terrorismo: con Uzbekistan e Tagikistan abbiamo costruito una maggiore cooperazione tra intelligence”, ha detto.

Forum Ambrosetti occasione per dibattito su temi di politica interna

Il Forum di Cernobbio, grazie anche alla presenza dei leader di partito, ha rappresentato anche un’occasione per ascoltare le posizioni delle diverse forze parlamentari sui principali temi dell’agenda politica. Particolare attenzione è stata dedicata al dossier Monte dei Paschi di Siena alla luce di una possibile fusione con Unicredit. Una prospettiva duramente criticata da Salvini, che a margine dei lavori ha definito la vicenda “un problema enorme”. “La banca ha chiuso la prima semestrale in attivo e avrebbe poco senso svendere un istituto che è faticosamente tornato a produrre utili: se fossi del Pd mi vergognerei”, ha detto, riferendosi alla posizione di Pier Carlo Padoan, attuale presidente di Unicredit che da ministro si era fatto carico di un salvataggio da 5,4 miliardi di euro. “Potrebbe diventare una banca del territorio unendosi ad altre grandi banche, e trasformandosi in un terzo grande polo bancario italiano riferito magari alle piccole imprese”, ha aggiunto il leader leghista. Sulla vicenda si è espresso anche Letta, precisando che “la responsabilità del passato è di tanti, incluso il centrodestra”. “Grazie a questo governo la questione sta trovando soluzioni importanti: crediamo che quanto detto dal ministro Franco in Parlamento sia la strada giusta”, ha affermato il segretario del Pd.

Tra i temi Rdc e lavoro

Fari accesi, poi, anche sul tema del reddito di cittadinanza che ha generato profonde divisioni tra le forze politiche. Lo strumento è stato difeso dall’ex premier Conte, che lo ha definito “una necessità”, e duramente attaccato dalla presidente di Fd’I Meloni, che ha invece parlato di un “metadone di Stato”. Più pacato il tono di Salvini, che ha comunque annunciato di voler presentare un emendamento per abolirlo, e di Letta, che ha invece confermato l’apertura dei democratici a modificare o migliorare lo strumento. Nel dibattito è intervenuto anche il ministro Orlando, riconoscendo la necessità di alcuni cambiamenti ma precisando che “sarebbe un passo indietro se il Paese tornasse a non avere strumenti di contrasto alla povertà”. “Penso che sul tema serva meno ideologia: non vorrei che partisse una campagna d’odio contro la povertà”, ha aggiunto il ministro del Lavoro. Grande attenzione, infine, anche al tema dei migranti, alla luce dell’incremento degli arrivi che la ministra Lamorgese ha imputato all’aggravamento delle procedure determinato dalle esigenze di sorveglianza e vigilanza sanitaria. Affermazioni che hanno generato dure critiche da parte di Salvini, che ha ribadito come i numeri attuali non siano “sostenibili durante una pandemia”, e anche di Meloni che ha annunciato l’intenzione di Fratelli d’Italia di presentare una mozione di sfiducia nei confronti della titolare del dicastero.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su FacebookTwitterLinkedInInstagram, Telegram