Cile: elezioni presidenziali, al ballottaggio l’ultraconservatore Kast e il riformista Boric

E' questo il verdetto del primo turno delle elezioni presidenziali tenute domenica

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L’ultraconservatore José Antonio Kast e il 35enne ex leader studentesco Gabriel Boric si contenderanno la presidenza del Cile nel ballottaggio del 19 dicembre. E’ questo il verdetto del primo turno delle elezioni presidenziali tenute domenica: con oltre l’80 per cento delle schede scrutinate, Kast si è imposto con oltre il 28 per cento delle preferenze contro il 25,7 di Boric. Il risultato del primo turno, che ha registrato una affluenza del 45,4 per cento, ha rispettato in linea di massima le proiezioni degli ultimi sondaggi, e confermato il netto ridimensionamento delle forze di centro che hanno governato il Paese dal ritorno alla democrazia ad oggi. Il candidato di centrodestra, Sebastian Sichel, si è fermato al 12,5 per cento, così come quella di centrosinistra, Yasna Provoste, che ha raccolto poco più dell’11 per cento dei consensi. Il Cile sarà chiamato quindi a scegliere al secondo turno tra due opzioni assolutamente contrapposte: un estimatore dichiarato dell’ex dittatore Augusto Pinochet, e un giovane riformista alleato con il partito comunista disposto a portare avanti le istanze emerse con le proteste sociali del 2019.



Nelle prime dichiarazioni successive alla conferma del successo al primo turno, Kast, ha dato subito a intendere i ltema centrale della campagna da qui a dicembre. “La mia candidatura è l’unica in grado di riportare la pace nel Paese. Boric e il Partito comunista vogliono liberare i vandali che distruggono e sono dalla parte dei terroristi assassini”, ha affermato Kast, agitando lo spauracchio del comunismo. “Oggi ci è stato assegnato un compito e una responsabilità terribile: guidare la lotta per la democrazia e per la speranza”, ha dichiarato da parte sua Boric una volta confermati i dati che lo proiettano al ballottaggio. Riconosciuta la sconfitta, l’alfiere del centrodestra Sichel si è già detto disposto a dialogare con Kast per definire i termini di un suo eventuale sostegno in vista del secondo turno. La rappresentante del centrosinistra Provoste, pur non confermando apertamente il suo appoggio a Boric ha affermato ad ogni modo che “Kast rappresenta lo spirito totalitario e fascista della dittatura di Pinochet” e che “non possiamo permettere il fascismo di Kast”.

Un altro fattore da considerare è la relazione che si verrà a stabilire tra il nuovo esecutivo e l’Assemblea costituente nata sulla scia delle proteste sociali del 2019, e insediata quest’anno con il compito di lasciare nel passato l’attuale costituzione ereditata dal regime di Pinochet. Un’eventuale vittoria di Kast, il cui programma elettorale si basa apertamente sulla conservazione dell’attuale sistema, verrebbe chiaramente a creare una situazione di tensione. Un’eventualità questa, a cui ha fatto riferimento la presidente dell’Assemblea, la rappresentante mapuche, Elisa Loncon. “Non è la stessa cosa che vinca uno o l’altro, abbiamo bisogno di un presidente disposto al dialogo e ad assumere la responsabilità di cambiare la costituzione”, ha affermato Loncon. “Ci troviamo in una situazione difficile, fragile, delicata, in quanto usciamo da un’esplosione sociale e il futuro è incerto (…) invito la gente a non abbandonarci e a continuare a difendere quel sogno che è costato tanto sacrificio alla cittadinanza”, ha aggiunto.



Parallelamente si sono disputate nella tornata di domenica anche le elezioni politiche per il rinnovamento completo sia della Camera che del Senato. Su questo fronte i primi risultati parziali mostrano che i partiti tradizionali hanno dimostrato una maggiore tenuta rispetto ai risultati delle presidenziali. La coalizione di governo di centrodestra “Chile podemos mas” ha ottenuto il 25,4 per cento delle preferenze alla Camera e il 27,7 al Senato, mentre il conservatore Fronte sociale cristiano di José Antonio Kast ha raccolto rispettivamente l’11,2 per cento e l’8,2 per cento, un risultato nettamente inferiore al 28 per cento dei voti ottenuti dal candidato alla presidenza. Allo stesso modo, dal lato della sinistra, il Nuovo patto sociale di Provoste, pur in discesa rispetto alle elezioni precedenti ha raccolto nelle parlamentari di domenica una percentuale superiore in media a quella ottenuta dalla stessa candidata alle presidenziali. La coalizione Apruebo dignidad di Boric d’altra parte non è andata oltre un 20 per cento ben inferiore al 25,7 per cento ottenuto dal candidato che disputerà il ballottaggio.

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