Cina: il Covid getta nel caos il porto di Yantian, rischio congestione “paragonabile a Suez”

I ritardi accumulati potrebbero avere effetti sugli scambi commerciali globali

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Le restrizioni adottate dalle autorità della Cina in tre porti della provincia del Ghangzhou a causa di un aumento dei contagi Covid rischiano di provocare una congestione dei commerci internazionali “paragonabile a quella dello scorso marzo nel Canale di Suez”. Lo scrive il quotidiano “Lloyd’s List”, specializzato in notizie relative alla navigazione e alle assicurazioni marittime, secondo cui i ritardi accumulati in questi giorni potrebbero avere effetti sugli scambi commerciali globali. Il porto di Yantian, a Shenzhen, è il quarto più trafficato al mondo ed è rimasto bloccato dopo il primo caso di contagio registrato lo scorso 21 maggio.

Cina: primi rallentamenti a Yantian

Al momento le operazioni sono ancora rallentate, con diversi lavoratori a casa. La congestione ha avuto riflessi su altri importanti snodi portuali cinesi come Shekou e Nansha. Le autorità cinesi, tuttavia, minimizzano il problema. Quest’oggi in conferenza stampa il portavoce del ministero del Commercio di Pechino, Gao Feng, ha dichiarato che l’aumento dei casi Covid nella provincia del Guangdong “non ha avuto un impatto sostanziale sulle catene di fornitura industriali”. Anzi, ha sottolineato Gao, “oltre il 50 per cento delle circa 2 mila aziende dell’area ha mostrato un incremento del valore degli ordini rispetto allo scorso anno”. La società assicurativa Ing non mostra lo stesso ottimismo e sul proprio sito internet scrive che la congestione di navi cargo al porto di Yantian potrebbe durare per l’intero mese di giugno.

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