Cina-Italia, Meloni: “Momento di mettere in discussione accordi su Via della seta”

L'intervento della leader di Fratelli d'Italia al “Countering China’s influence in Europe and Italy”

meloni

È giunto il momento per l’Italia di mettere in discussione gli accordi sulla Nuova via della seta (Belt and road initiative, Bri). Lo ha dichiarato la leader di Fratelli d’Italia e presidente dei Conservatori e riformisti europei, Giorgia Meloni, nel suo intervento video alla conferenza “Countering China’s influence in Europe and Italy”, in corso al Senato. Meloni ha richiamato l’intervento tenuto proprio al Senato lo scorso anno dall’oppositore di Hong Kong Joshua Wong, che aveva “evidenziato gli errori commessi dal nostro governo nel concludere quegli accordi”. “A cosa hanno portato?”, ha quindi chiesto la leader di Fratelli d’Italia. Il presidente del Consiglio Mario Draghi, ha evidenziato Meloni, ha affermato con chiarezza che “la nostra politica estera deve essere europeista e atlantista”, tuttavia occorrono anche passi concreti. La politica italiana ha ricordato come l’influenza cinese in Europa si articoli in diversi modi, attraverso accordi su media e università, attraverso la penetrazione commerciale in asset strategici, attraverso la presenza in settori chiavi come quelli delle telecomunicazioni e del digitale. A questo proposito, ha osservato Meloni, la due giorni della conferenza in corso fornirà “un contributo essenziale al dibattito pubblico”.



La leader di Fratelli d’Italia ha anche sottolineato la necessità di cambiamento dell’Alleanza atlantica, che deve rafforzare la difesa anche su nuovi domini come quelli del cielo, dello spazio e del cyber. “L’Italia c’è e ci sarà in futuro, consapevole della posta in palio”. L’Occidente, secondo Meloni, rischia infatti “per la prima volta la sua leadership”, e vede “messi in discussione i suoi valori fondamentali”. “La sfida che dobbiamo affrontare non riguarda solo la supremazia tecnologica e commerciale. Riguarda la sopravvivenza della nostra civiltà, che si fonda su diritti acquisiti nei secoli”. Quello che vogliamo, ha aggiunto Meloni, è “contribuire a rendere alleanza più adeguata a rispondere alle minacce”. In questo senso l’Italia resta in prima fila, come mostra la sua presenza in teatri molto difficili. Parimenti, il nuovo dispiegamento di forze in Sahel dimostra “la qualità del nostro impegno”. La leader conservatrice ha fatto riferimento anche a quanto accade in Etiopia: “Se dovesse scatenarsi la guerra civile, precipiterebbe nel caos l’intero Corno d’Africa con nuovi drammatici flussi migratori”.

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