Cina: Sisci a “Nova”, plenum apre alla leadership a vita per Xi Jinping

Secondo il sinologo le risoluzioni non hanno solo lo scopo di dirimere le questioni del passato

xi jinping

Il sesto plenum del 19mo Comitato centrale del Partito comunista cinese “ha aperto la strada non solo a un terzo mandato per Xi Jinping, ma a una sua leadership a vita”. Lo afferma in un’intervista ad “Agenzia Nova” Francesco Sisci, sinologo e professore di geopolitica all’Università Luiss. Nella giornata di ieri, il “conclave rosso” ha infatti approvato la risoluzione sui principali traguardi raggiunti dal Partito sin dalla sua fondazione, un documento che stabilisce l’interpretazione ufficiale dei principali fatti della storia nazionale.



Le risoluzioni, precisa tuttavia Sisci, “non hanno solo lo scopo di dirimere le questioni del passato, ma contribuiscono soprattutto a costruire la leadership del futuro”. Il documento approvato dal sesto plenum a Pechino, secondo il docente, presenta dei tratti innovativi rispetto alle risoluzioni presentate rispettivamente da Mao Zedong e Deng Xiaoping nel 1945 e nel 1981.

Sul piano domestico, il Partito comunista ha formalmente riconosciuto a Xi Jinping il merito di aver risolto “questioni difficili che la politica desiderava superare da tempo”, riferendosi evidentemente alle manifestazioni di corruzione, inefficienza e disorganizzazione che hanno contraddistinto la storia del Partito negli ultimi decenni prima del potere di Xi, precisa Sisci. Quello della corruzione è un problema che “agitava il Partito comunista da molti anni”, prosegue l’esperto, e i delegati non hanno potuto fare a meno di riconoscere a Xi Jinping il merito di aver elaborato un “metodo strutturato” per reprimere la corruzione. Prima di Xi, sottolinea Sisci, le iniziative in tal senso avevano infatti una durata limitata nel tempo e “potevano concludersi nell’arco di sei mesi”; le campagne avviate dal presidente nell’ultimo decennio – per quanto condotte con il duplice scopo di perseguire i trasgressori e raggiungere determinati fini politici – hanno sicuramente rivoluzionato la gestione del Partito e dello Stato. Nonostante la concentrazione di potere nelle mani di un uomo solo al comando possa generare diffuse preoccupazioni nei sistemi democratici, “è doveroso precisare che Xi Jinping ha accentrato il potere nelle proprie mani per strapparlo a gruppi che lo esercitavano in modo arbitrario e inefficiente”: a tal proposito, secondo Sisci, “soltanto il tempo ci dirà come Xi gestirà effettivamente tale potere”.



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