Cipro, il Consiglio sicurezza Onu: Ankara e Cipro nord rivedano subito la decisione su Varosha

Il Consiglio, inoltre, sostiene la necessità di ulteriori colloqui nel prossimo futuro sulla riunificazione dell'isola

spiaggia di Varosha - Cipro

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha ribadito il suo appello alla Turchia e ai turco-ciprioti di rivedere immediatamente la decisione di riaprire parzialmente la località di Varosha, quartiere della città di Cipro nord Famagosta. Inoltre il Consiglio di sicurezza ha sostenuto la necessità di ulteriori colloqui “nel prossimo futuro” sulla riunificazione dell’isola. In una risoluzione adottata all’unanimità che proroga di sei mesi la missione di pace delle Nazioni Unite a Cipro (Unficyp), il Consiglio ha sottolineato “la necessità di evitare qualsiasi azione unilaterale che possa innescare tensioni sull’isola e minare le prospettive di una soluzione pacifica”.



L’Unione europea ha una responsabilità per lo “stallo” in corso sulla crisi nell’isola di Cipro, ha attaccato ieri il vicepresidente della Turchia, Fuat Oktay. Bruxelles ha infatti ammesso Cipro nell’Unione, ha detto Oktay, nonostante la comunità greco-cipriota avesse rifiutato nel 2004 un piano elaborato dall’Onu per la riunificazione dell’isola. “Purtroppo l’Ue ha voltato le spalle ai fatti e al bene comune sulla questione di Maras (Varosha), come ha fatto anche con la soluzione a due Stati”, ha detto il vicepresidente di Ankara. Sottolineando che “i turco-ciprioti sono uguali”, Oktay ha affermato che l’Ue “può parlare in modo molto avventato e insensibile quando si tratta dei loro diritti, della giustizia e della loro sovranità”. Cipro e la Grecia “sono stati ricompensati ogni volta, nonostante abbiano fatto marcia indietro su tutte le loro promesse, evitato il tavolo dei negoziati, violato accordi e ignorato la comunità turca, mentre i turco-ciprioti ne hanno pagato il prezzo”, ha detto il vice-capo di Stato turco

Definendo “una delusione completa” il recente comunicato del Consiglio di sicurezza Onu sulla riapertura parziale della spiaggia di Varosha, Oktay ha detto che la comunità internazionale è stata “presa in ostaggio dalla Grecia e dai greco-ciprioti”. Contrariamente a quanto affermato, ha aggiunto il vicepresidente, “non vi è stata alcuna violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza”, e quest’ultimo “ignora i fatti della questione di Cipro”. L’avvio di nuovi negoziati per una soluzione permanente e sostenibile alla crisi di Cipro sarà possibile “solo se saranno riconosciute l’uguale sovranità e lo status internazionale del popolo turco-cipriota”, ha sottolineato.



D’altra parte l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, ha sottolineato nei giorni scorsi che l’Unione europea “condanna fermamente i passi unilaterali della Turchia” e “gli annunci inaccettabili” fatti dal presidente turco Recep Tayyp Erdogan e dal leader della comunità turco-cipriota, Ersin Tatar, il 20 luglio 2021 sull’ulteriore riapertura della città recintata di Varosha. “L’Ue accoglie con favore la dichiarazione resa dal presidente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a nome del Consiglio il 23 luglio 2021, e in particolare la condanna e l’espressione di profondo rammarico del Consiglio di sicurezza per le azioni unilaterali a Varosha che sono contrarie alle precedenti risoluzioni e dichiarazioni”, ha detto. L’Ue chiede inoltre “l’immediato annullamento di queste azioni e l’annullamento di tutte le misure intraprese su Varosha dall’ottobre 2020”, ha aggiunto. L’Alto rappresentante ha spiegato che l’Ue continua ad essere guidata dalle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite riguardo a Varosha, in particolare la risoluzione 550 (1984) e la risoluzione 789 (1992), che considerano inammissibili i tentativi di colonizzare qualsiasi parte di Varosha da parte di persone diverse dai suoi abitanti, e che richiedono il trasferimento di quell’area all’amministrazione delle Nazioni Unite.

L’isola di Cipro è divisa dal 1983 in due comunità: la Repubblica di Cipro, Stato membro dell’Unione europea, e l’autoproclamata repubblica turca di Cipro del Nord (riconosciuta solo dalla Turchia, che occupa circa il 37 per cento del territorio dell’isola), in seguito all’invasione del luglio del 1974. La comunità greco-cipriota ha respinto in un referendum l’accordo sulla riunificazione proposto nel 2004 con la mediazione dell’allora segretario generale della Nazioni Unite Kofi Annan. Nel 2015 sono ripresi i negoziati, con la mediazione dell’Onu, per trovare una soluzione tramite la creazione di uno stato federale. A inizio luglio del 2017, nella località svizzera di Crans-Montana è stata organizzata una conferenza internazionale su Cipro durata dieci giorni, che si è conclusa tuttavia senza il raggiungimento di un accordo. Ad aprile si è tenuta una conferenza informale a Ginevra, sempre organizzata dall’Onu, nel tentativo di trovare un terreno comune per la riapertura dei negoziati formali senza tuttavia ottenere successo.

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