Coldiretti/Ixè: 59 per cento italiani in vacanza ha acquistato prodotti alimentari locali

Quasi sei italiani su dieci hanno scelto di visitare frantoi, malghe, cantine aziende, agriturismi o mercati

dieta mediterranea

Quasi sei italiani su dieci (59 per cento) in vacanza in Italia al mare, in montagna o nel verde durante l’estate 2021 hanno scelto di visitare frantoi, malghe, cantine, aziende, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero direttamente dai produttori, ottimizzare il rapporto prezzo/qualità e portarsi a casa un pezzo di storia della tradizione italiana a tavola. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè diffusa in occasione del primo salone 2021 dei tesori agroalimentari salvati dall’estinzione grazie all’impegno e al lavoro dei contadini italiani della Coldiretti al Meeting di Rimini presso il padiglione internazionale con l’esclusiva mostra dei Sigilli di Campagna Amica e la biodiversità delle grandi eccellenze del Made in Italy. L’acquisto in vacanza di prodotti tipici è una scelta importante per salvarli dall’estinzione dopo che l’emergenza Covid ha colpito duramente il turismo enogastronomico e la ristorazione che rappresentano mercati di sbocco privilegiati delle specialità alimentari locali. Ora la ricerca dei prodotti tipici è tornata ad essere un ingrediente irrinunciabile – spiega Coldiretti – delle vacanze in un Paese come l’Italia che è leader mondiale del turismo enogastronomico che sviluppa un fatturato di oltre 5 miliardi, potendo contare sull’agricoltura più green d’Europa, la leadership nel biologico con oltre 80mila operatori biologici e la più grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie di Campagna Amica, oltre alle numerose iniziative di valorizzazione, dalle strade del vino a quelle dell’olio.



Vacanze alla rifcerca dei prodotti tipici

Dalla Pompia sarda al Conciato romano, dal caciocavallo podolico al Provolone del monaco, dal fagiolo della Carnia all’aglio bianco di Vessalico, dal mais corvino al fagiolo del purgatorio di Gradoli, dal vino cotto al Bagoss, dal formaggio di Vacca Rendena al Lampascione, sono solo alcuni dei tesori esposti al Meeting di Rimini e che grazie all’opera degli agricoltori i turisti possono ancora trovare da nord a sud della Penisola. Un impegno capillare la cui punta dell’iceberg è rappresentata dai Sigilli di Campagna Amica, i 418 cibi antichi salvati dagli agricoltori italiani, grazie alla più grande opera di valorizzazione della biodiversità contadina mai realizzata in Italia. I “Sigilli” 2021, censiti dall’Osservatorio sulla biodiversità istituito dal comitato scientifico di Campagna Amica – spiega la Coldiretti -, sono prodotti rari che posseggono caratteristiche assolutamente preziose che il mondo contadino ha sapientemente custodito contro l’omologazione e la banalizzazione. In testa alla classifica dei prodotti salvati dall’estinzione ci sono ortaggi, legumi e cereali (il 44 per cento del totale), seguiti da salumi e formaggi ottenuti da 55 razze tutelate (30 per cento), frutta (16 per cento), olio extravergine d’oliva e vino (7 per cento) e miele (3 per cento).

Agroalimentare al centro della scelta dei luoghi di villeggiatura

Non a caso il cibo rappresenta quest’anno per quasi il 22 per cento degli italiani – sottolinea la Coldiretti – la principale motivazione di scelta del luogo di villeggiatura, mentre per un altro 56 per cento costituisce uno dei criteri su cui basare la propria preferenza. Solo un 4% dichiara di non prenderlo per niente in esame. La tavola è diventata la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Italia con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche. Anche se preoccupano per la ripresa del turismo e dei consumi fuori casa le crescenti restrizioni con i possibili cambi di colore legati alle nuove fiammate della pandemia Covid. Un ruolo importante in tutto ciò è rappresentato dai piccoli borghi dove nasce il 92 per cento delle produzioni tipiche nazionali secondo l’indagine Coldiretti/Symbola, una ricchezza conservata nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture storiche. L’acquisto di un alimento direttamente dal produttore – sottolinea la Coldiretti – è anche una occasione per conoscere non solo il prodotto, ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude dalle parole di chi ha contribuito a conservare un patrimonio che spesso non ha nulla da invidiare alle bellezze artistiche e naturali del territorio nazionale. In molti casi la vendita è accompagnata anche dalla possibilità di assaggi e degustazioni guidate, che consentono di fare una scelta consapevole difficilmente possibile altrove, ma anche di verificare personalmente i processi produttivi in un ambiente naturale tipico della campagna.



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