Libia: colloquio Di Maio-Mangoush, allo studio anche un vertice intergovernativo a Roma

Secondo quanto appreso da “Agenzia Nova” è stato definito un percorso di attuazione di diverse iniziative

Economia, cooperazione allo sviluppo, sanità, migrazioni, cultura, rafforzamento della rete diplomatica consolare: sono davvero tanti i dossier della cooperazione tra Italia e Libia passati in rassegna oggi nei tavoli tecnici delle delegazioni allargate del ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, e dell’omologa libica, Najla el Mangoush. Secondo quanto appreso da “Agenzia Nova”, è stato definito un percorso di attuazione di tali iniziative, con l’orizzonte temporale della tenuta, a Roma, del vertice intergovernativo. La Libia continua a rappresentare un mercato di interesse per le imprese italiane per la prossimità geografica e i rapporti consolidati che molte aziende vantano con controparti locali. La presenza imprenditoriale italiana in Libia è caratterizzata da grandi aziende che operano principalmente nel settore energetico, prima fra tutti Eni, che anche nelle fasi più critiche è rimasta l’unica società internazionale in grado di produrre e distribuire petrolio e gas nel Paese. Sono inoltre presenti numerose altre imprese (tra cui molte Pmi) che operano nel settore delle costruzioni e infrastrutture, nel settore industriale, nelle telecomunicazioni e nell’aviazione civile. Un primo passo per la ripresa della collaborazione è stato fatto con l’organizzazione – il 17 dicembre scorso – della prima sessione della Commissione economica congiunta italo-libica (Cecil), presieduta dal sottosegretario Manlio Di Stefano e volta a passare in rassegna le questioni economiche aperte.



L’avvio delle procedure per la riapertura dell’ufficio dell’Agenzia Ice a Tripoli (chiuso nel 2016 a causa del precario stato di sicurezza nel Paese) costituisce un ulteriore contributo concreto. Essa si sostanzierà con l’invio presso l’Ambasciata a Tripoli di un funzionario di ruolo e l’attivazione di un desk promozionale. Un evento di promozione delle opportunità economiche in Libia, una sorta di “Roadshow/Country presentation”, potrebbe essere organizzato in Italia non appena le condizioni sanitarie lo permetteranno. Sono state approfondite, inoltre, le possibilità di cooperazione nel settore delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e dell’elettricità. Quanto alla famosa autostrada costiera, il progetto per la costruzione di un’autostrada lunga circa 2000 chilometri, “Agenzia Nova” ha appreso che i lavori per la costruzione di una prima porzione del lotto 1 (dal confine con l’Egitto in Cirenaica) potrebbero essere avviati in tempi rapidi, dato che è stato aggiudicato e stipulato nel settembre 2013 il contratto di costruzione, a favore di un consorzio di imprese italiane. Si sta inoltre lavorando per avviare in tempi brevi la gara per il lotto 4 (dal confine con la Tunisia in Tripolitania).

Nel campo dell’aviazione civile, l’Italia intende sostenere la Libia per riattivare i collegamenti aerei con l’Italia (e in prospettiva l’Europa). Lo scorso 5 aprile, Enav e il consorzio Aeneas sono stati in Libia per colloqui tecnici con le proprie controparti libiche. A tal riguardo, “Agenzia Nova” ha appreso è allo studio la ricostruzione/ampliamento dell’aeroporto internazionale di Tripoli: il consorzio italiano Aeneas, affidatario della ricostruzione, intende avviare rapidamente i lavori. E’ in cantiere anche il ripristino della torre di controllo di Tripoli-Mitiga: la torre, realizzata da Enav, è stata danneggiata nel corso del più recente conflitto. Le attività comprendono anche la formazione dei controllori di volo e del personale dell’assistenza metereologica e di torre. Si sta lavorando anche alla piena esecuzione dei contratti in essere fra Enav e la Libyan Civil Aviation Authority (Lcaa) relativi alla fornitura di servizi/equipaggiamenti per la gestione dello spazio aereo e all’erogazione di attività di formazione del personale. Non solo: sono in corso contatti tra Enav e le competenti autorità libiche per avviare una collaborazione anche in merito all’aeroporto di Bengasi.



Quanto alla cooperazione italiana allo sviluppo, nel periodo 2017-2020 la Cooperazione italiana ha allocato complessivamente oltre 50 milioni di euro a favore della Libia in interventi di emergenza a sostegno delle categorie vulnerabili, e in programmi di sviluppo, volti a favorire il processo di stabilizzazione del Paese, sul piano istituzionale, economico e sociale. E’ utile ricordare che l’Italia collabora con la Libia per far fronte alla crisi pandemica e, in prospettiva per sostenere l’ammodernamento del sistema sanitario libico. In occasione della visita del presidente del Consiglio Mario Draghi in Libia del 6 aprile scorso, è stato peraltro firmato un memorandum d’Intesa sulla cooperazione nel settore sanitario tra l’Istituto Superiore di Sanità e l’istituzione libica “National Center for Disease Control” (Ncdc) che prevede attività di formazione in favore del personale medico e il capacity-building del sistema sanitario libico. In campo migratoria, la cooperazione rimane prioritaria sia per l’Italia che per la Libia (destinataria essa stessa dei flussi migratori). I due Paesi, secondo quanto appreso da “Agenzia Nova”, continueranno a lavorare insieme per regolare il fenomeno, aiutando al contempo la Libia nel rafforzamento del controllo del proprio confine meridionale.

Da menzionare inoltre la progressiva riattivazione dell’Istituto Italiano di Cultura a Tripoli e altre importanti iniziative sono in corso, tra cui: l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole secondarie in Libia, grazie al memorandum d’intesa concluso nel dicembre scorso: l’aumento delle borse di studio; la cooperazione archeologica (l’Italia sostiene ben dieci missioni archeologiche in Libia). E, un raccordo con il ministero della Cultura, è in via di definizione un pacchetto di iniziative comprensivo di programmi di formazione in materia di conservazione del patrimonio e interventi sul territorio. È imminente – verosimilmente nel mese di maggio – la riattivazione del consolato generale d’Italia a Bengasi. Si tratta di un segnale importante nel solco della decisione italiana di aver mantenuto aperta e operativa l’ambasciata a Tripoli, anche nei momenti più critici del conflitto del 2019-20. Il rafforzamento della presenza istituzionale italiana sul territorio del Paese conferma l’impegno dell’Italia nei confronti dell’integrità territoriale libica. E’ stata altresì assunta la decisione di istituire un Consolato onorario nella città di Sebha, nel Fezzan, ad ulteriore conferma dell’attenzione che l’Italia dedica a tutte le regioni della Libia.

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