Colloquio tra ministri degli Esteri di Azerbaigian e Iran: risolvere divergenze attraverso il dialogo

Le parti hanno rilevato che la retorica dannosa utilizzata nell’ultimo periodo non corrisponde al livello di relazioni amichevoli esistente

iran azerbaigian

Il ministro degli Affari esteri dell’Azerbaigian Jeyhun Bayramov ha avuto una conversazione telefonica con l’omologo dell’Iran Hussein Amir-Abdollahian. Lo riferisce l’ufficio stampa del ministero degli Esteri azerbaigiano, secondo cui i capi della diplomazia hanno avuto uno scambio di opinioni sullo stato attuale dei rapporti tra i due Paesi. Le parti hanno rilevato che la retorica dannosa che entrambi i Paesi hanno utilizzato nell’ultimo periodo non corrisponde al livello di relazioni amichevoli esistente e alla necessità di risolvere tutte le divergenze attraverso il dialogo. I ministri hanno sottolineato l’importanza di rispettare sempre i principi di integrità territoriale e sovranità dei rispettivi Paesi. Si è deciso, inoltre, di discutere le questioni relative al transito attraverso l’Azerbaigian attraverso dei contatti diretti tra le agenzie governative competenti. I ministri, inoltre, hanno discusso anche di altre questioni di reciproco interesse.



Le tensioni fra Teheran e Baku si sono intensificate nel corso delle ultime settimane, a causa di diversi fattori: l’esercitazione militare trilaterale condotta da Azerbaigian, Pakistan e Turchia a circa 500 chilometri dal confine iraniano a inizio settembre e le successive manovre militari di Teheran; le restrizioni imposte dall’Azerbaigian all’accesso di alcuni tir iraniani – con conseguente arresto di due conducenti – diretti in Armenia; e il rafforzamento dei rapporti fra l’Azerbaigian e Israele. Questo punto non è secondario per il nuovo governo del nuovo presidente, Ebrahim Raisi, insediatosi a Teheran lo scorso 3 agosto. Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian il 30 settembre ha affermato che Teheran ha il diritto di tenere esercitazioni e ha sottolineato “l’importanza” della cooperazione tra Iran e Azerbaigian, che condividono un confine di 700 chilometri. Amir-Abdollahian, tuttavia, ha aggiunto durante un incontro con il nuovo ambasciatore azerbaigiano a Teheran che l’Iran “non tollera la presenza e l’attività contro la nostra sicurezza nazionale del regime sionista” nei pressi dei propri confini, confermando che sarebbero state prese “tutte le misure necessarie al riguardo”. I rapporti fra Azerbaigian e Israele sono notoriamente positivi nonostante la vicinanza fra Baku e la Turchia. Questi legami, peraltro, sono stati oggetto di critiche anche da parte dell’Armenia, che spesso ha espresso disappunto per la vendita di armamenti israeliani all’Azerbaigian.

Relativamente alla questione del confine armeno-azerbaigiano, le tensioni con Teheran sono iniziate quando l’Azerbaigian dal 12 settembre ha iniziato a far pagare dei dazi ai camion iraniani su una strada diretta verso l’Armenia meridionale ma che attraversa alcune sezioni del territorio azerbaigiano, un sviluppo delle nuove conquiste territoriali determinate dal conflitto dello scorso anno fra i due Paesi caucasici. Inizialmente le autorità iraniane sono rimaste in silenzio anche dopo che la polizia e il Servizio doganale dell’Azerbaigian hanno confermato l’adozione di questi dazi. La questione dirimente sta nel fatto che i tir erano stavano “trasportando cemento” a Erevan e Stepanakert, la capitale de facto dell’autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh. Questo territorio è internazionalmente riconosciuto come azerbaigiano, ma è controllato dalle forze armene sin dalla prima guerra tra i due Paesi avvenuta negli anni Novanta. Peraltro, due conducenti di camion iraniani sono stati arrestati perché “entrati in Azerbaigian illegalmente”, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri di Baku. L’Azerbaigian sostiene da tempo che l’ingresso nel Karabakh attraverso l’Armenia equivalga a un attraversamento illegale della frontiera. Il ministero degli Esteri iraniano ha chiesto l’immediato il rilascio dei conducenti e, da quel momento, si sono susseguiti una serie di incontri a livello diplomatico per risolvere la questione. Tuttavia, il destino dei due conducenti non è ancora noto, un fatto che, evidentemente, non fa che acuire la tensione fra Baku e Teheran.



In merito alle esercitazioni militari condotte all’inizio di settembre da Azerbaigian, Pakistan e Turchia – ufficialmente mirate a “”rafforzare ulteriormente i legami esistenti” fra le Forze armate dei tre Paesi –, la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, aveva lanciato un avvertimento all’Azerbaigian, invitando le autorità del Paese caucasico a “non giocare con la coda del leone”. Secondo alcuni osservatori. i timori dell’Iran, in questo caso, sarebbero legati alla minaccia di restare “tagliato fuori” dalle grandi manovre in corso nella regione. La Turchia, d’altronde, ha il secondo esercito più numeroso della Nato e il Pakistan è una potenza nucleare nella regione: il loro progressivo avvicinamento all’Azerbaigian, di conseguenza, non può non destare preoccupazioni per l’Iran, ma anche per la stessa Russia. Se i legami fra Azerbaigian e Turchia hanno un retaggio storico e si basano sul concetto “una nazione, due Stati”, le relazioni fra Baku e Islamabad si sono intensificate molto in seguito al conflitto fra l’Azerbaigian e l’Armenia dell’autunno del 2020.

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