Colombia: promulgata la nuova riforma tributaria

Il Parlamento ha dato il via libera al nuovo progetto di riforma fiscale voluto dal presidente Ivan Duque

Il presidente della Colombia, Ivan Duque, ha promulgato la nuova riforma tributaria approvata dal Congresso la scorsa settimana. Alla cerimonia di firma ha presenziato anche il ministro delle Finanze, José Manuel Restrepo. Il Parlamento della Colombia ha dato il via libera al nuovo progetto di riforma fiscale voluto dal presidente Ivan Duque, dopo che il precedente era stato ritirato a seguito delle accese proteste scatenate nel Paese contro misure ritenute penalizzanti per le classi meno abbienti. Il testo è passato al Senato con 76 voti favorevoli e uno contrario, e alla Camera con 124 “sì” e otto “no”. La manovra punta a raccogliere 15,2 mila miliardi di pesos colombiani (circa 3,3 miliardi di euro), rispetto al precedente obiettivo di 26,1 mila miliardi di pesos colombiani (circa 6 miliardi di euro). La riforma è stata sostenuta con forza dal ministro delle Finanze, José Manuel Restrepo, come provvedimento per rispondere alle necessità della popolazione più vulnerabile, la riattivazione dell’economia e il rilancio degli investimenti dopo le pesanti conseguenze legate alla crisi sanitaria.



La riforma prevede, tra le altre cose, una sovrattassa di tre punti percentuali per il settore finanziario fino al 2025 e un contributo di solidarietà da parte delle imprese per finanziare gli investimenti sociali, attraverso un aumento dell’imposta sul reddito dal 30 al 35 per cento a partire dal 2022. La riforma prevede anche la creazione di un registro unico dei beneficiari finali (Rub) per identificare le persone proprietarie o beneficiarie di imprese affinché adempiano i loro obblighi fiscali. Tra le nuove norme approvate c’è anche quella che regolamenta la possibilità di decretare tre giorni senza il pagamento dell’Iva, misura già sperimentata nei mesi scorsi, o la sospensione della stessa Iva per bar e ristoranti nel 2022. Dal punto di vista degli incentivi sociali il testo prevede uno schema di incentivi per la contrattazione formale dei giovani e si estende il programma di solidarietà fino al 2022, mantenendo i beneficiari attuali e allargando la copertura a 200 mila famiglie in condizione di povertà estrema che oggi non ricevono alcun beneficio dal governo.

Una legge “che passerà alla storia come un progetto che ha ottenuto un ampio consenso e che risponde alle necessità urgenti create dalla pandemia”, ha detto Restrepo ringraziando i parlamentari al termine di una impegnativa sessione di oltre dieci ore di lavoro. Il ministro ha parlato di una manovra in grado di garantire coperture sociali, con programmi esistenti e nuovi, a 29 milioni di colombiani, nonché puntare a una crescita del prodotto interno lordo superiore al 4,3 per cento entro la fine dell’anno. Tra i punti forti della legge vengono elencati i 600 milioni circa di euro annui da ottenere dalla lotta all’evasione e i 420 milioni di euro da qui al 2032 come risultato di un apposito piano di taglio alle spese. Il testo approvato è quasi integralmente quello presentato dalla maggioranza, frutto di un lungo dibattito condotto con le parti sociali per evitare i contrasti che avevano tra le altre cose portato alla dimissione dell’ex ministro Alberto Carrasquilla.



L’incertezza riguardo l’approvazione della manovra finanziaria aveva portato nei mesi scorsi le principali agenzie di rating a rivedere al ribasso la valutazione Paese. Lo scorso luglio l’agenzia di rating statunitense Fitch ha portato da BBB- a BB+ con prospettiva stabile la valutazione di rischio della Colombia. L’outlook negativo, si legge in un comunicato, riflette l’opinione di Fitch secondo cui i rischi derivanti dalle implicazioni economiche della pandemia di coronavirus e dai disordini sociali rimarranno nel 2021, continuando a esercitare pressioni in particolare sulla qualità degli asset e la loro redditività una volta scaduti i programmi di soccorso, a causa del basso dinamismo aziendale e del deterioramento della capacità di pagamento dei debitori. Lo scorso maggio anche l’agenzia di rating Standard & Poor’s (S&P) ha portato a BB+ con prospettiva stabile la valutazione di rischio della Colombia. Il declassamento seguiva di pochi giorni il ritiro della riforma tributaria presentata in parlamento, in risposta alle proteste sociali iniziate lo scorso 28 aprile.

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