Con l’intesa giallorossa vicina nel Lazio, la fronda M5s spinge per un patto su Roma

L'intesa tra Movimento 5 stelle e Partito democratico prende forma anche alla Regione Lazio

Lazio

L’intesa tra Movimento 5 stelle e Partito democratico prende forma anche alla Regione Lazio. Oggi pomeriggio la direzione del Pd Lazio voterà una mozione sull’allargamento della giunta regionale al M5s. La stretta di un’alleanza, già saldata al governo e alle battute d’arrivo in Regione, potrebbe muovere anche i fili degli accordi su Roma in vista delle elezioni amministrative del 2021. La fronda del M5s romano, guidata dai consiglieri capitolini Angelo Sturni, Marco Terranova, Enrico Stefàno, Donatella Iorio e dal consigliere del Municipio II Paolo Tabacchi, torna a chiedere di trovare un accordo con la coalizione del centrosinistra fin dal primo turno e di “aprirsi alla città e non isolarsi nelle nostre piattaforme”, si legge in un post pubblicato sulla pagina Facebook “Il piano di Roma”. “Credo che il Movimento 5 stelle romano sia ormai maturo per sedersi al tavolo con altre forze politiche – spiega Sturni, interpellato da “Agenzia Nova” -. È necessario costruire un programma con le altre forze, dal primo turno per trasparenza e coerenza nei confronti della città”. Sturni venerdì scorso ha preso parte all’incontro organizzato da Marta Bonafoni di Pop, a cui hanno partecipato forze politiche diverse, da Stefano Fassina di Sinistra per Roma a Giulio Pelonzi del Pd, a Leone Barilli dei Radicali.



Domenica scorsa, in un intervento sul Corriere della Sera, l’ex vicesindaco, Luca Bergamo, che con la fronda dei consiglieri ha avuto contatti in questi giorni, ha proposto di fermare temporaneamente la campagna elettorale, anche in vista di un possibile rinvio della data del voto. “Dichiariamo una moratoria delle campagne elettorali – ha affermato Bergamo -. Per almeno un mese confrontiamoci sui problemi che bisognerà affrontare per dare priorità ai diritti umani e alla transizione ecologica e per fare del Recovery la spina dorsale di un futuro per tutti”. “Siamo felici del fatto che tante voci stiano ponendo le nostre stesse richieste in città”, replica Sturni. Tante voci, ma è ancora difficile contarle. Il malcontento certo non è un mistero. Ieri in Assemblea capitolina è caduto, per l’ennesima volta, il numero legale sull’atto d’indirizzo che avrebbe dovuto ratificare la decisione della sindaca Raggi di attuare la direttiva Bolkstein sulle licenze degli ambulanti mettendo a bando le concessioni per il commercio su area pubblica: solo 14 i consiglieri M5s che hanno votato favorevolmente l’ordine del giorno che sarà rimesso ai voti oggi in seconda convocazione e quindi avrà bisogno di un numero legale più basso per essere approvato.

Secondo i cinque rappresentanti della fronda “per Roma 2021 il Movimento non dovrebbe chiudersi all’interno delle sue piattaforme, ma dovrebbe sviluppare una proposta politica a partire da una fase di ascolto della città, aprendosi alla società civile” e il M5s non deve “porre in essere atteggiamenti di chiusura o isolamento ma portare avanti con trasparenza e coerenza questo progetto. Per questo – conclude il post che si legge sulla pagina Facebook Il piano di Roma – auspichiamo che non vi siano forzature, accelerazioni o giochi di palazzo anche sulla stesura del programma che potrebbero minare il percorso di rifondazione avviato nell’interesse della comunità del Movimento 5 stelle”. Sull’alleanza romano resta però il nodo Raggi. La sindaca ha chiesto al M5s di votare su piattaforma Rousseau per la sua ricandidatura e ha ottenuto l’appoggio di diversi esponenti di peso, tra cui il fondatore Beppe Grillo, ma la votazione non è ancora stata convocata e, soprattutto, il Movimento 5 stelle si sta ridisegnando con l’ingresso di Giuseppe Conte che sulla partita delle amministrative di Roma non si è ancora espresso. Intanto l’ingresso dell’ex premier nel M5s è stato salutato con favore sia dai consiglieri favorevoli a un Raggi bis, sia da alcuni di quelli che spingono per un’alleanza con il centrosinistra, che ha da mesi aperto un tavolo di confronto e da qualche settimana ha individuato un candidato ben visto da tutte le forze della coalizione – l’ex ministro uscente del governo Conte 2, Roberto Gualtieri – che però ancora temporeggia ad annunciare la sua discesa in campo.



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