Nuove restrizione anti Covid, il governo attende i dati epidemiologici per decidere sulla stretta

Il governo dovrà decidere a stretto giro sulle restrizioni proposte ieri dal Comitato tecnico-scientifico

Si è conclusa a palazzo Chigi, dopo circa un’ora e mezza, la riunione della cabina di regia convocata per valutare nuove possibili misure restrittive per contrastare la ripresa della diffusione dei contagi. Si attenderanno i dati epidemiologici di venerdì per le ulteriori misure.



Le misure al vaglio del governo

Il governo dovrà decidere a stretto giro sulle restrizioni proposte dal Comitato tecnico-scientifico (Cts) per poter, già dal prossimo fine settimana, adottare le nuove misure. Gli esperti chiedono di valutare delle chiusure nei weekend come a Natale, delle misure di contenimento rafforzate anche nelle regioni in fascia di rischio gialla, e zone rosse mirate come avvenuto durante la prima fase della pandemia nella città di Codogno. Su queste indicazioni il governo si appresta a rimodulare le misure di contenimento della pandemia, intervenendo con delle modifiche nell’ultimo Dpcm, in questa fase in cui tutti gli indicatori ne mostrano una ripresa. Per il momento è però escluso un lockdown nazionale, ipotesi che aveva già creato qualche divisione nella maggioranza. “Siamo nel pieno della terza ondata e i contagi continueranno a salire. Però non significa che dovremo chiudere tutta l’Italia, le restrizioni saranno necessarie nelle zone più a rischio”, ha spiegato il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri.

Accanto a questo inasprimento delle restrizioni, il Cts ha anche ribadito la necessità di estendere la campagna vaccinale a quanti più soggetti possibili e anche nel minor tempo possibile. Proprio sul fronte dei vaccini la casa farmaceutica Johnson & Johnson ha ridimensionato la notizia del taglio delle dosi previste per l’Europa e confermato invece l’impegno di fornire 200 milioni di dosi del suo vaccino Janssen Covid-19 nel 2021, a partire dal secondo trimestre. “Per il bene della trasparenza, presenteremo un aggiornamento della nostra capacità di produzione alla Commissione europea a metà marzo”, ha comunicato la casa farmaceutica. “Avvieremo un nuovo impianto di produzione il prima possibile, in particolare attraverso le collaborazioni con Catalent, Reig Jofre e Sanofi Pasteur”, aggiunge la nota.



Il ministro per lo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha poi avuto un colloquio telefonico con il commissario Europeo Thierry Breton, sul tema della strategia europea sulla produzione dei vaccini anti-Covid, dopo l’incontro che Giorgetti e Breton hanno avuto a Roma giovedì scorso. Il commissario, a capo della Task Force europea sui vaccini, ha confermato gli impegni sui livelli di produzione europea dei vaccini e sulle aspettative di forte crescita nei prossimi mesi che consentirà di vaccinare la gran parte della popolazione europea. Giorgetti ha quindi confermato la disponibilità delle aziende italiane a essere attivamente inserite nel ciclo di produzione dei vaccini già approvati dall’Ema e dall’Aifa.

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