Confindustria: “Nella prima metà del 2021
la produzione è salita ai livelli pre-crisi”

Bonomi: "Necessaria crescita del Pil all'1,5%-2% l'anno, è un obiettivo raggiungibile"

industria

Nell’industria, nella prima metà del 2021 la produzione è salita gradualmente, riportandosi a giugno sopra il livello pre-pandemia. Lo rivela Confindustria nel Rapporto di previsione del Csc Quale economia italiana all’uscita dalla crisi?, secondo cui più di recente, però, l’attività e anche la fiducia delle imprese hanno registrato una leggera attenuazione. “L’insufficienza di materiali è diventata un fattore di crescente ostacolo alla produzione: hanno pesato le interruzioni sulla catena di distribuzione e l’allungamento dei tempi di consegna. Inoltre, ha effetti sfavorevoli la dinamica negativa dell’attività industriale nei principali partner commerciali (Germania e Francia)”, prosegue lo studio.



L’andamento dell’economia durante la crisi si è riflesso sull’input di lavoro con immediatezza, quasi uno a uno in termini di ampiezza, sia nella contrazione che nella ripresa: il numero di persone occupate, dopo il minimo nel primo trimestre 2021 (-811 mila unità dal quarto 2019), ha recuperato quasi la metà della caduta (+398 mila unità a luglio-agosto da inizio 2021, ma ancora -413 mila da fine 2019). Secondo lo studio, con la rimozione, da luglio, della sospensione delle procedure di licenziamento nei comparti edile e industriale non si è avuta la temuta emorragia di lavoratori. “Il numero di occupati, infatti, è previsto crescere, nel 2021, di 461mila unità da inizio anno. E poi nel 2022 è atteso il recupero degli occupati ai livelli pre-pandemia (ulteriori +306 mila)”, prosegue lo studio.

E’ necessario tornare a crescere al ritmo annuo di 1,5-2 percento, obiettivo raggiungibile, pari alla crescita media registrata tra il 1997 e il 2007. Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, introducendo il Rapporto di previsione. “Il Pnrr è un’occasione storica da sfruttare al meglio, i fondi del Pnrr devono essere spesi nel modo migliore possibile e nei tempi previsti”, ha affermato. Bonomi auspica che si possa andare spediti con le riforme. “Da come sapremo attuare il piano dipenderanno anche le nuove regole del patto di stabilità e crescita che noi auspichiamo rinnovate perché altrimenti questa drammatica lezione del Covid sarà stata vana”, ha aggiunto Bonomi. Per il presidente è necessario un taglio del cuneo fiscale con un alleggerimento dell’Irap o un taglio dei contributi per le imprese. “Va ridotta l’imposizione sulle imprese tagliando il cuneo fiscale, quindi non solo interventi sull’Irpef per eliminare distorsioni sia verticali sia orizzontali sul reddito delle persone fisiche, ma anche interventi sul sistema di imposizione sui redditi societari per renderlo più attrattivo rispetto a quello attuale”, ha aggiunto Bonomi.



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