Casa Bianca: Mosca prepara operazione “sotto falsa bandiera” come pretesto per invasione Ucraina

Il portavoce del Cremlino Dimitrj Peskov: "Accuse infondate"

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Gli Stati Uniti hanno informazioni secondo cui la Russia sta pianificando di inventare un pretesto per un’invasione dell’Ucraina utilizzando agenti da impiegare in un’operazione “sotto falsa bandiera”. Lo ha detto oggi la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. “Come parte dei suoi piani, la Russia sta gettando le basi per avere la possibilità di fabbricare un pretesto per l’invasione”, ha detto Psaki in una conferenza stampa. “Abbiamo informazioni che indicano che la Russia ha già predisposto un gruppo di agenti per condurre un’operazione sotto falsa bandiera nell’Ucraina orientale. Gli agenti sono addestrati alla guerra urbana e all’uso di esplosivi per compiere atti di sabotaggio contro le stesse forze per procura della Russia”, ha aggiunto. Le stesse accuse sono state rivolte anche dal portavoce del Pentagono, John Kirby, che nel corso di un briefing con la stampa tenuto in simultanea con quello di Psaki ha riferito che il dipartimento della Difesa dispone di informazioni “molto credibili” che indicano che la Russia sta gettando le basi in modo da avere un pretesto per un’invasione dell’Ucraina.  “Abbiamo già indicazioni sul fatto che attori d’influenza russa stanno già iniziando a progettare provocazioni ucraine sia sul campo che sui social media per cercare di giustificare in anticipo una sorta di pretesto per l’invasione”, ha dichiarato Kirby.



In precedenza era stato il consigliere per la Sicurezza nazionale Jake Sullivanad avanzare le stesse accuse, sostenendo che Mosca abbia inviato un gruppo di agenti per condurre un’operazione sotto falsa bandiera (“false flag”) nell’Ucraina orientale nel tentativo di creare un pretesto per un’invasione. Secondo Sullivan, Washington è in possesso di prove secondo cui gli agenti russi sono addestrati alla guerra urbana e all’uso di esplosivi per compiere atti di sabotaggio contro le stesse forze per procura della Russia. “La nostra comunità di intelligence ha sviluppato informazioni, che ora sono state declassate, secondo cui la Russia sta gettando le basi per avere la possibilità di inventare il pretesto per un’invasione”, ha detto Sullivan. “Abbiamo visto questo scenario già nel 2014. Stanno preparando di nuovo questo scenario e avremo ulteriori dettagli su ciò nel corso delle prossime 24 ore”, ha aggiunto il consigliere per la Sicurezza nazionale. Le accuse fanno eco a una dichiarazione rilasciata oggi dal ministero della Difesa ucraino in cui si afferma che i servizi speciali russi stanno preparando provocazioni contro le stesse Forze armate russe nel tentativo di incastrare l’Ucraina.

Repentina la replica russa. Le accuse secondo cui la Russia sta cercando un pretesto per un’operazione militare nell’Ucraina orientale sono infondate. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dimitrj Peskov, parlando all’agenzia di stampa “Tass”. “Fino ad ora, tutte queste dichiarazioni sono state prive di fondamento e non sono state confermate da nulla”, ha affermato Peskov.



Quella che doveva essere una settimana importante nel rilancio del dialogo fra la Russia e i Paesi occidentali, al fine di ridurre le tensioni ai confini dell’Ucraina, rischia di concludersi con un sostanziale fallimento. L’incontro di lunedì a Ginevra fra il viceministro degli Esteri russo Sergej Rjabkov e la vicesegretaria di Stato Usa Wendy Sherman, durato otto ore, non ha portato alcun risultato concreto, aumentando la percezione di una sostanziale incomunicabilità fra le parti. Simile esito ha avuto il Consiglio Nato-Russia, con il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, che ha ribadito il “no” dei Paesi membri alla sospensione della politica di allargamento. Le proposte di sicurezza presentate da Mosca non hanno dunque avuto un’accoglienza favorevole, una dinamica aggravata dalle parole espresse ieri dall’Alto commissario Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, e dalla ministra della francese Florence Parly nel corso del Consiglio Difesa a Brest, che hanno parlato di dialogo ma anche di “risposta forte” nel caso di escalation della crisi.

 

 

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