Consiglio Ue: prima giornata di lavori su migranti, Russia e legge Lgbti ungherese

Dal documento approvato emerge la volontà di affrontare le cause più profonde dei flussi migratori

consiglio ue

Immigrazione, il dialogo con la Russia e il dibattito sulla legge Lgbti ungherese: sono stati questi i temi centrali della prima giornata di lavori del Consiglio europeo a Bruxelles. La questione dei migranti ha trovato spazio durante la riunione del Consiglio su richiesta precisa dell’Italia. Il governo di Roma ha spiegato di voler pervenire a una gestione equilibrata, efficace e umana della dinamica migratoria e, non a caso, la nuova strategia adottata prevede una maggiore cooperazione con i Paesi di origine e di transito facendo uso di tutti gli strumenti e gli incentivi disponibili e in collaborazione con l’Unhcr (l’Alto commissariato Onu per i rifugiati) e l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim). Come riferito da fonti di Palazzo Chigi, infatti, durante la discussione sull’immigrazione, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha chiesto per prima cosa al presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, se intendesse intervenire sul tema o se, invece, potessero essere approvate le conclusioni sul punto così come erano state predisposte. A quanto si apprende, il premier Draghi ha detto di non aver nulla da aggiungere, a meno che non ci fossero richieste di emendamenti. Per questo, la proposta delle conclusioni è stata approvata immediatamente. Dal documento approvato dai 27, infatti, emerge la volontà di affrontare le cause più profonde dei flussi migratori, sostenendo i rifugiati e gli sfollati e sviluppando capacità di gestione; sradicando il contrabbando e la tratta di esseri umani e rafforzando il controllo delle frontiere; attraverso la cooperazione in materia di ricerca e soccorso, gestendo le migrazioni legali nel rispetto delle competenze nazionali e garantendo il rimpatrio e la riammissione.



La seconda giornata di lavori del Consiglio Ue

I Ventisette stanno arrivando al Consiglio europeo per la seconda giornata di lavori tutta dedicata ai temi economici. Prima, i leader dell’Unione europea esamineranno lo stato di avanzamento dell’attuazione di Next Generation Eu. Dovrebbero inoltre discutere della raccomandazione sulla politica economica della zona euro. A conclusione di questo capitolo dell’agenda, si aprirà l’Euro Summit, con la presidente della Banca centrale europea (Bce), Christine Lagarde, e il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, in cui si discuterà delle sfide economiche che la zona euro dovrà affrontare nel post Covid ed esamineranno inoltre i progressi compiuti in merito all’unione bancaria e all’unione dei mercati dei capitali.

Il dialogo con la Russia

Sul fronte del dialogo con Mosca – dopo l’iniziativa della cancelliera tedesca Angela Merkel e del presidente francese Emmanuel Macron di far ripartire i consigli Ue-Russia – sono emerse inizialmente le divisioni fra i 27 leader europei. Dalle conclusioni, tuttavia, emerge un tentativo debole di riaprire il dialogo e comunque condizionato al rispetto da parte di Mosca di alcuni principi ritenuti inviolabili. A quanto si legge, l’Unione europea è impegnata a favore a “un dialogo selettivo” ma, allo stesso tempo, chiede che la leadership russa dimostri una dedizione e un impegno politico più costruttivi e ponga fine alle azioni contro l’Ue, i suoi Stati membri e i Paesi terzi. Al tempo stesso, i 27 hanno nuovamente condannato “le limitazioni alle libertà fondamentali” e la necessità di confermare “una risposta ferma e coordinata dell’Ue e degli Stati membri a qualsiasi ulteriore attività nociva, illegale e destabilizzante della Russia”, senza escludere “misure restrittive, comprese sanzioni economiche”. A quanto si apprende, la posizione è ampiamente condivisa dal governo italiano: Draghi, infatti, intervenendo al vertice ha affermato che l’Ue non deve tagliare tutti i canali di comunicazione con la Russia e che l’Italia è disponibile a sostenere la proposta di Francia e Germania di revisione dei formati d’incontro con Mosca. Il premier ha sottolineato che la Russia resta un interlocutore inevitabile data la collocazione geografica del Paese e il suo peso a livello mondiale e regionale, ma ha ribadito l’importanza di mantenere una posizione di fermezza e franchezza su temi come la violazione dei diritti, le limitazioni delle libertà e le interferenze nel funzionamento delle istituzioni democratiche.



La questione della legge Lgbti ungherese non trova spazio nelle conclusioni, in quanto non originariamente prevista nell’ordine del giorno, ma di certo anima il dibattito fra i 27 capi di Stato e di governo. Il premier olandese Mark Rutte – noto per le sue posizioni intransigenti, emerse sia in sede di dibattito sul Recovery fund, sia sulla ripresa del dialogo con la Russia – ha parlato chiaramente di un’Ungheria che, continuando ad agire in tal senso, dovrebbe essere spinta a lasciare l’Unione europea.

“Per essere forti e convincenti sulla scena internazionale, dobbiamo essere coerenti e garantire l’applicazione dello stato di diritto e dei diritti fondamentali che chiediamo agli altri di rispettare. La discriminazione, sia essa razziale, religiosa, basata sull’orientamento sessuale o altro, è incompatibile con i valori fondamentali dell’Ue”, ha detto invece il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, intervenendo ai lavori. La questione, insomma, resta aperta e l’Italia su questo fronte conta sulla capacità della Commissione europea di svolgere il suo ruolo di “guardiana” dei Trattati. Draghi, durante i lavori, ha ricordato che l’articolo 2 del Trattato Ue – quello relativo ai diritti umani – è legato alla storia di oppressione dei diritti umani che l’Europa ha avuto. “Questo Trattato, sottoscritto anche dall’Ungheria, è lo stesso che nomina la Commissione guardiana del trattato stesso”, ha detto Draghi rivolgendosi al premier ungherese Viktor Orban. In questo contesto, “spetta alla Commissione stabilire se l’Ungheria viola o no il Trattato”, ha aggiunto il presidente del Consiglio.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram