Cop26, Johnson: “E’ suonata la campana a morto per l’energia a carbone”

Il presidente della Alok Sharma ha affermato che "India e Cina dovranno spiegare loro posizione"

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L’accordo sulla riduzione graduale dell’utilizzo del carbone raggiunto alla Cop26 è un “risultato fantastico”. Lo ha detto il premier britannico, Boris Johnson, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente della Cop26, Alok Sharma. Si è parlato molto dell’accordo sul carbone, dopo che i paesi della Cop26 si sono impegnati solo a “ridurre gradualmente” il carbone piuttosto che a “eliminarlo gradualmente”, ha spiegato il primo ministro britannico, secondo il quale la conferenza ha “suonato la campana a morto per l’energia del carbone”.



Cop26, Johnson: “Riduzione carbone sostenuta da azioni concrete”

Per la prima volta in assoluto, ha spiegato Johnson, una conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ha il mandato di ridurre l’uso della produzione di energia dal carbone ed è sostenuta da azioni concrete da parte dei singoli Paesi. “Abbiamo organizzato una partnership multimiliardaria per aiutare il Sudafrica a eliminare il carbone e creare invece nuovi posti di lavoro sostenibili”, ha detto Johnson, ricordando anche “l’accordo con il G20 per porre fine ai finanziamenti internazionali per il carbone entro la fine del mese prossimo”. Inoltre, ha detto Johnson, “abbiamo convinto la maggior parte dell’Europa occidentale e del Nord America a rispettare l’impegno che preso lo scorso dicembre, staccando la spina al sostegno finanziario per tutti i progetti di combustibili fossili all’estero entro il prossimo anno”. “Dobbiamo essere molto fieri di quanto è stato raggiunto”, ha aggiunto Johnson. Secondo il premier britannico la Cop26 è stato il più grande raduno politico incentrato sul clima mai tenuto nel Regno Unito. “Gli attivisti di tutto il mondo sono stati coinvolti nei colloqui su come mantenere il nostro pianeta abitabile per le generazioni future”, ha proseguito Johnson. “Abbiamo sentito parlare del pericolo a cui andiamo incontro qualora dovessimo fallire. Abbiamo sentito le persone che stanno già vivendo con gli effetti del cambiamento climatico, e ieri sera, siamo finalmente giunti al tipo di accordo rivoluzionario che il mondo aveva bisogno di vedere”, ha detto Johnson.

Nonostante i risultati ottenuti una “tinta di delusione”

Nonostante i risultati raggiunti dalla Cop26 c’è una “tinta di delusione” per i risultati della conferenza sul clima delle Nazioni Unite, ha detto Johnson, per poi affermare di aspettarsi che i Paesi firmatari si assumano i loro impegni sul cambiamento climatico. Il Regno Unito, nonostante fosse il Paese “ospitante” della conferenza, non può “costringere le nazioni sovrane a fare ciò che non desiderano fare”, ha detto Johnson, affermando che “purtroppo questa è la natura della diplomazia”. Una semplice conferenza come la Cop26 “non sarà mai in grado di fermare il cambiamento climatico” da sola, ha puntualizzato il capo del governo di Londra. Tuttavia, ha aggiunto, la conferenza significa che siamo stati in grado di “dotarci degli strumenti” per raggiungere determinati obiettivi. Johnson ha affermato che il successo nella lotta ai cambiamenti climatici è “totalmente contingente” al fatto che i governi di tutto il mondo si attengano ai loro impegni sulla riduzione delle emissioni di CO2. Il primo ministro britannico ritiene che entro pochi anni diventerà presto “totalmente inaccettabile” costruire una nuova centrale elettrica a carbone.



Sharma: “Accordo storico”

Fino a poche settimane fa “nessuno credeva possibile menzionare il carbone” nell’accordo sul clima,  ha dichiarato il presidente Sharma, precisando che l’accordo è da considerarsi “storico”. “Per un’ora ho temuto che non ci sarebbe stato alcun accordo”, ha aggiunto Sharma. “Se non fosse stato raggiunto alcun accordo, i Paesi vulnerabili e in via di sviluppo sarebbero rimasti senza sostegno”, ha detto Sharma. I passaggi chiave sul sostegno finanziario, chiamati nell’accordo “perdite e danni”, sono stati critici per le nazioni che già soffrono per gli effetti del cambiamento climatico. “Posso dirvi che c’è stata un’ora in cui ho temuto davvero la possibilità che non avremmo portato a termine questo accordo”, ha affermato Sharma. “E’ stata un’ora davvero tesa in cui ho sentito il peso del mondo sulle mie spalle”, ha concluso. Cina e India “dovranno fornire delle spiegazioni” ai Paesi in via di sviluppo più soggetti agli effetti del cambiamento climatico, ha affermato Sharma. Tuttavia, secondo il presidente, ottenere un impegno preciso sull’eliminazione graduale del carbone è stato comunque “un successo”, visto che “è la prima volta ciò avviene” nel testo finale di un accordo delle conferenze Cop.

Il carbone, ha proseguito Sharma, va “ridotto gradualmente prima di poter essere eliminato”. Il presidente della Cop26 ha parlato delle pressioni di Cina e India per cambiare la dicitura dell’accordo nella parte relativa allo sfruttamento del carbone, da “eliminare gradualmente” a “ridurre gradualmente”. Sharma ha ribadito che quello raggiunto ieri è il primo accordo che menziona l’ambizione di ridurre del tutto l’uso dei combustibili fossili. “Significa che alle future conferenze della Cop potremo spingere ulteriormente sulla questione”, ha concluso. Il governo indiano, ha proseguit Sharma sulla questione carbone, si è impegnato a raggiungere obiettivi “piuttosto ambiziosi” sulla riduzione delle emissioni di CO2. Il presidente della Cop26 ha ricordato che il governo di Nuova Delhi si è impegnato a produrre il 50 per cento del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili entro il 2030. “Penso che dovremmo elogiarli per questo”, ha aggiunto Sharma.

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