Cop26: pubblicata la prima bozza, obiettivo zero emissioni di CO2 entro metà del secolo

Oggi Johnson a Glasgow per esortare a "eliminare tutte le fermate" per limitare il riscaldamento

cop26 grande

Ridurre le emissioni globali di anidride carbonica del 45 per cento entro il 2030 rispetto al livello del 2010 per raggiungere l’obiettivo dello “zero netto” intorno alla metà del secolo”. Questo uno degli obiettivi principali contenuto nella bozza della dichiarazione finale della Cop26, la conferenza delle Nazioni Unite sul clima in corso da 10 giorni a Glasgow che, al momento, non riesce a raggiungere un’intesa specifica sul 2050. Nella bozza, inoltre, si “riconosce che limitare il riscaldamento globale sotto gli 1,5 gradi Celsius entro il 2100 richiede riduzioni rapide, profonde e sostenute delle emissioni globali di gas serra”. Il documento, inoltre, invita i firmatari “a considerare ulteriori opportunità per ridurre le emissioni di gas serra diverse dall’anidride carbonica” e “ad accelerare l’eliminazione graduale del carbone e dei sussidi ai combustibili fossili. Inoltre, si “sottolinea l’importanza fondamentale delle soluzioni basate sulla natura e degli approcci basati sugli ecosistemi, compresa la protezione e il ripristino delle foreste, per ridurre le emissioni, migliorare gli assorbimenti e proteggere la biodiversità”. Riaffermare l’obiettivo globale a lungo termine di mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali e proseguire gli sforzi per limitare l’aumento della temperatura sotto gli 1,5 gradi Celsius. Nella bozza pubblicata oggi si “riconosce che gli impatti del cambiamento climatico saranno molto inferiori all’aumento della temperatura di 1,5 gradi rispetto a 2 gradi Celsius” e, per questo motivo, si decide “di proseguire gli sforzi per limitare l’aumento della temperatura”, “riconoscendo che ciò richiede un’azione significativa ed efficace da parte tutte i Paesi in questo decennio critico sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili”. In sostanza, quindi, i 197 Paesi partecipanti alla Cop26 hanno raggiunto quella che è stata definita “una decisione di copertura”.



La pubblicazione della bozza giunge in concomitanza con il ritorno a Glasgow del premier britannico, Boris Johnson, per esortare le nazioni presenti a “eliminare tutte le fermate” per limitare gli effetti del riscaldamento globale. Nonostante le promesse fatte finora durante i lavori della Conferenza, il pianeta sta procedendo verso un aumento della temperatura di 2,4 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali, secondo un rapporto pubblicato ieri da Climate Action Tracker. Un aumento della temperatura media globale di soli 2 gradi Celsius potrebbe significare che un miliardo di persone è colpita da calore e umidità fatali, ha avvertito il Met Office, il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito. Ieri, prima del suo ritorno alla Cop26, Johnson ha dichiarato: “Le squadre negoziali stanno facendo un duro lavoro in questi ultimi giorni per trasformare le promesse in azioni sul cambiamento climatico. C’è ancora molto da fare”. Il premier ha detto che incontrerà ministri e negoziatori per valutare i progressi compiuti e dove è necessario lavorare per colmare le lacune. “Questo tema è più grande di qualsiasi Paese ed è tempo che le nazioni mettano da parte le differenze e si uniscano per il nostro pianeta e la nostra gente”, ha detto Johnson. “Dobbiamo fare di tutto se vogliamo mantenere l’obiettivo degli 1,5 gradi Celsius a portata di mano”. L’obiettivo resta presentare dei piani d’azione nel prossimo anno in linea con la limitazione del riscaldamento a 1,5 gradi Celsius ed entro il 2023 per produrre i loro piani a lungo termine per raggiungere l’obiettivo.

La giornata odierna della Cop26 sarà dedicata al tema dei trasporti: il Regno Unito ha annunciato che i nuovi veicoli pesanti venduti a partire dal 2040 dovranno avere emissioni zero. Trenta Paesi hanno concordato di lavorare insieme per aumentare l’uso di veicoli a emissioni zero, mentre dovrebbero essere presentati anche piani per “corridoi marittimi verdi” per aiutare il passaggio a navi a emissioni zero. Altri 14 Stati responsabili di oltre il 40 per cento delle emissioni globali attraverso mezzi aerei si sono, invece, impegnati a raggiungere un nuovo obiettivo di decarbonizzazione. Un tema controverso quest’ultimo: il ministro dei trasporti del Regno Unito, Grant Shapps, ha affermato che i viaggi, compreso quelli per via aerea, dovrebbero svolgersi “senza sensi di colpa” e ha affermato che il governo non considera il comparto dell’aviazione come “il male supremo”. Parlando al “Daily Telegraph”, Shapps ha detto che i cambiamenti nel modo in cui viviamo le nostre vite non dovrebbero significare “l’incapacità di andare a trovare amici e parenti e fare affari”. Quello degli aerei, tuttavia, resta una questione spinosa per i membri del governo britannico, spesso accusato di aver utilizzato degli aerei per spostarsi da e verso la conferenza in corso a Glasgow.



Gli accordi raggiunti sinora

Mentre proseguono i negoziati per raggiungere una grande intesa sul riscaldamento globale, la scorsa settimana sono stati annunciati una serie di accordi collaterali: più di 100 leader mondiali hanno promesso di porre fine e invertire la deforestazione entro il 2030, inclusi il Brasile, il Paese dove si estende la maggior parte della foresta pluviale amazzonica, e la Russia, che vanta fra le più estese distese boschive al mondo. Gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno annunciato una partnership globale per ridurre le emissioni di metano entro il 2030 nell’atmosfera, uno degli approcci più importanti per ridurre rapidamente il riscaldamento globale. Più di 40 Paesi, inoltre, si sono impegnati ad abbandonare lo sfruttamento e l’estrazione del carbone, ma i maggiori utilizzatori del mondo, come la Cina e gli Stati Uniti, non hanno aderito all’accordo. Sono state annunciate, peraltro, nuove somme di denaro per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad adattarsi ai cambiamenti climatici e ad affrontare i danni e le perdite che ne derivano, ma molti sostengono che non sia sufficiente.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram

TAGS