Cop26, Sharma: “Siamo al momento della verità per il pianeta”

Per la Cina l'accordo "non è perfetto", l'India resta fuori dai piani globali per ridurre le emissioni

Siamo arrivati al momento della verità per il pianeta, per i nostri figli e nipoti. Così il presidente della Cop26, Alok Sharma, si è rivolto alla plenaria dopo diverse ore di ritardo rispetto all’inizio dei lavori, preceduti da lunghi negoziati sul clima. “Abbiamo avuto due settimane di trattative incredibilmente intense a Glasgow”, ha detto Sharma. “Sapete tutti che il mondo vuole che siamo audaci, ambiziosi”, ha proseguito annunciando che i documenti che sono stati concordati vedranno, una volta attuati, la “piena ed effettiva attuazione dell’Accordo di Parigi”. Sharma ha aggiunto: “Questi documenti, insieme alle decisioni già adottate, rispondono all’agenda senza precedenti che affrontiamo in questa conferenza e dimostrano che tutte le parti sono venute a Glasgow per portare a termine i loro mandati, senza lasciare questioni irrisolte”.



Cop26, Sharma: “Crisi climatica vera sfida globale”

La crisi climatica, ha aggiunto Sharma, è una vera sfida globale e garantire che i risultati della Cop26 corrispondano alla portata e all’urgenza della situazione è una nostra responsabilità condivisa. “Come ho detto all’inizio di questa conferenza, avremo successo o falliremo come una cosa sola”, ha aggiunto Sharma. La bozza di accordo manterrà alla portata l’obiettivo dell’accordo di Parigi di limitare l’aumento della temperatura globale sotto gli 1,5 gradi Celsius. “Siamo consapevoli che l’azione collettiva fino ad oggi non è stata all’altezza delle promesse fatte a Parigi”, ha affermato Sharma. “Questi documenti stabiliscono chiaramente i prossimi passi”, ha detto il presidente della Cop26.

Kerry: testo “non perfetto ma positivo”

Gli Stati Uniti esortano ad adottare il testo negoziato a Glasgow fra i Paesi partecipanti alla Cop26, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite, con la consapevolezza che non si tratta di un documento “perfetto” ma “positivo”, e che questo puo’ rappresentare un inizio per lavorare insieme. Nel suo intervento alla sessione conclusiva della Cop26, l’inviato Usa per il clima John Kerry ha invitato i delegati dei 196 Paesi presenti a lavorare insieme per il raggiungimento di un accordo comune, accettando “modi che non avremmo mai pensato di adottare”. “Stiamo cercando di raggiungere l’obiettivo condiviso di mantenere la temperatura della Terra al livello che gli scienziati del mondo ci dicono necessario”, ha detto Kerry, osservando che se nel testo ci sono aspetti che non soddisfano tutti, “non possiamo lasciare che il perfetto sia nemico del buono, e questo (testo) è buono”.



Toure: “Soddisfatto dei progressi compiuti in materia”

Lo spirito di flessibilità e di compromesso mostrato da tutti oggi per portare avanti i negoziati sul clima lo dobbiamo mantenere anche in futuro. Lo ha detto Ahmadou Sebory Toure, delegato della Guinea e che ha parlato anche a nome del G77, le nazioni in via di sviluppo e la Cina, nel suo intervento alla Cop26, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite che si chiude oggi a Glasgow. Toure si è detto soddisfatto dei progressi compiuti in materia e che quello della Cop26 è un “risultato solido”. I Paesi che rappresenta esprimono “delusione” sul testo dell’accordo in merito alle perdite e ai danni causati dal cambiamento climatico, ha detto Toure ma “possono conviverci” proprio grazie “allo spirito di compromesso”.

India: “Nostro consenso al testo sfinale rimane “sfuggente”

Il consenso del governo indiano al testo conclusivo della Cop26  rimane “sfuggente”, ma Nuova Delhi rimane “pronta per un dibattito costruttivo”. E’ questa la posizione che il delegato indiano Bhupender Yadav ha espresso nella sessione plenaria. “Temo che il consenso dell’India al testo finale rimanga sfuggente”, ha detto, sottolineando che “la giustizia climatica è la chiave per risolvere il cambiamento climatico”. Bhupender ha affermato che la crisi climatica è causata principalmente da “stili di vita insostenibili” e “modelli di consumo dispendiosi” come il consumo di combustibili fossili: “Il mondo ha bisogno di risvegliarsi da questa realtà”, ha sferzato il delegato indiano, ricordando che se i ​​combustibili fossili e il loro uso “hanno permesso a parti del mondo di raggiungere alti livelli di ricchezza e benessere”, d’altra parte i Paesi in via di sviluppo “hanno diritto alla loro giusta quota del bilancio globale del carbonio e hanno diritto all’uso responsabile dei combustibili fossili”.

Timmermans: Se oggi li deludiamo i nostri figli e nipoti non ce lo perdoneranno

Se oggi li deludiamo, in futuro i nostri figli e nipoti “non ce lo perdoneranno”, ha detto il delegato dell’Ue, vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, nel suo intervento alla plenaria. “Per l’amor del cielo, non uccidete questo momento” unico per la salvaguardia del pianeta. “Rischiamo di inciampare in questa maratona a un paio di metri dal traguardo?”, si è chiesto Timmermans. “Pensate a una persona nella vostra vita che sarà ancora in giro nel 2030 e a come vivrà se non ci atterremo all’obiettivo degli 1,5 gradi Celsius oggi”, ha detto Timmermans, indicando la quota entro cui bisognerebbe impedire un ulteriore riscaldamento del pianeta. Il vicepresidente della Commissione Ue ha affermato che ogni Paese vorrebbe cambiamenti alla bozza del testo, ma ha aggiunto che questo è il momento di trovare un accordo. “Vi imploro, per favore, di abbracciare questo testo in modo che possiamo portare speranza nei cuori dei nostri figli e nipoti”, ha detto Timmermans.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su FacebookTwitterLinkedInInstagram, Telegram