Copasir: Volpi non si dimette

I lavori del Comitato per la sicurezza della Repubblica andranno avanti

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Il leghista Raffaele Volpi non lascia la presidenza del Copasir e annuncia che i lavori del Comitato per la sicurezza della Repubblica andranno avanti. Tuttavia, per superare il problema che si è venuto a creare con il cambio di maggioranza al governo propone due vie d’uscita: le dimissioni di tutti i membri per procedere a una ricomposizione e alla scelta di un nuovo presidente o l’impegno a lavorare sulla modifica della legge 124/2007 sull’intelligence. le proposte sono state avanzate in apertura della commissione di garanzia, che non si riuniva dal 20 gennaio scorso e che è stata convocata dopo la lettera di risposta dei presidenti delle Camere, Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati, sulla questione della presidenza. La legge, infatti, stabilisce che la presidenza del Copasir debba essere assegnata a un esponente dell’opposizione e, dopo l’avvento di Mario Draghi a palazzo Chigi, Fratelli d’Italia rivendica l’incarico per il senatore Adolfo Urso, che oggi in segno di protesta non era presente alla seduta.



“In questi giorni il Copasir – ha premesso Volpi aprendo la riunione – è oggetto di particolare attenzione, devo dire con rammarico. Lo è per questioni diverse dal lavoro che svolge e che ha svolto anche in uno degli anni più bui per il Paese quando, stretto nella morsa pandemica, ha visto il Comitato che ho l’onore di presiedere, lavorare costantemente in presenza, pur nei momenti di chiusura totale, per la difesa degli interessi del Paese e confermandosi punto di riferimento istituzionale. Non ho voluto, nelle scorse settimane, esprimere il mio pensiero per il grande rispetto istituzionale che nutro verso i presidenti delle Camere ai quali avevo rimesso le valutazioni rispetto alla composizione del Comitato e alla Presidenza, nella stessa forma e sostanza di quanto analogamente fece il presidente D’Alema del governo Monti. Credo sia un errore scaricare tensioni politiche su un Comitato così particolare nelle sue funzioni, che sino ad ora ha svolto un lavoro importante grazie a tutti i suoi componenti”.

Detto questo, Volpi ha puntualizzato che il comitato è legittimo e può andare avanti con i lavori ma allo stesso tempo ha proposto due soluzioni per risolvere la questione. La prima è quella di invitare tutti i componenti del Comitato a “rimettere il proprio mandato ai presidenti delle Camere, i quali, in modo informale ma chiaro e pubblico” potrebbero così garantire “la ricomposizione dello stesso con cinque esponenti dell’opposizione, permettendo quindi tra essi la libera scelta del presidente“. Come seconda possibilità, ha osservato, il Copasir, nel suo attuale assetto, potrebbe assumersi “l’onere di sintesi politica, di lavorare per una modifica della legge 124/2007 da proporre poi alle aule parlamentari”.



“Resta sottinteso – ha poi precisato Volpi – che il mio sensibile appello è rivolto a tutte le figure politiche e istituzionali che ritengano di poter aderire ad un interesse non speculativo del Paese in un momento in cui la fermezza della Repubblica passa non solo dalle parole ma soprattutto dai fatti. Il Comitato, comunque, per indicazione dei presidenti delle Camere, essendo legittimamente costituito, continuerà i suoi lavori nell’interesse nazionale dell’Italia. Rinvio quindi ad altri le valutazioni che non mi competono su quanto possa essere lo spazio di doveroso dialogo rispetto alle proposte fatte – ha concluso -, ricordando i richiami all’unità d’intenti istituzionali e non politici fatti dal nostro presidente della Repubblica”.

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