Costa: “Capienze al 100 per cento per tutti i settori entro fine anno”

Il sottosegretario alla Salute: "Nel nostro Paese abbiamo riaperto sostanzialmente tutto"

andrea costa

Per quanto riguarda le capienze “è ragionevole e giusto dare delle prospettive ai cittadini nel momento in cui si stanno vaccinando, credo che sia ragionevole guardare a fine anno come limite temporale in cui si può arrivare al 100 per cento delle capienze che ancora non sono arrivate a questa percentuale”. Lo ha detto su SkyTg24 il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, che ha aggiunto: “Nel nostro Paese abbiamo riaperto sostanzialmente tutto, abbiamo solamente un limite sulle capienze in alcuni settori. C’è un dato positivo da mettere in evidenza: c’è un aumento anche per quanto riguarda le prime dosi, credo che arrivare al 90 per cento dei vaccinabili sia un obiettivo raggiungibile in poche settimane e sicuramente entro fine anno, è una percentuale di vaccinati che ci permetterebbe una gestione della pandemia più semplice e al Paese di ritornare appieno alla normalità”, ha concluso il sottosegretario.



Sul riconoscimento del green pass per quei cittadini che si sono sottoposti a vaccini non autorizzati nel nostro Paese “stiamo lavorando quotidianamente, siamo consapevoli dell’esistenza di questo problema che riguarda tanti cittadini che si sono sottoposti al vaccino, ma con vaccini non ancora autorizzati dagli enti certificatori. È un problema che non riguarda solo il nostro Paese, c’è un dialogo a livello europeo”, ha affermato il sottosegretario alla Salute. “Credo – ha aggiunto – che a breve arriveremo a dare la possibilità di ottenere il green pass per poter lavorare a questi cittadini che si sono sottoposti a vaccino, dopodiché è possibile che sia prevista anche una dose di vaccino autorizzato dagli enti certificatori per questi soggetti. Il problema è sul tavolo e credo che nei prossimi giorni arriverà una soluzione che lo risolverà dal punto di vista europeo”, ha proseguito.

Di fronte ai numeri che ci dicono che l’85 per cento dei vaccinabili ha ricevuto almeno la prima dose, credo che parlare di obbligo sia fuori luogo, dobbiamo lavorare per portare questa percentuale al 90 per cento e lo dobbiamo fare veicolando messaggi positivi, ha continuato il sottosegretario alla Salute. “C’è una grande percentuale di cittadini non ancora vaccinati con i quali si può dialogare, perché non credo siano ascrivibili alla categoria dei no-vax. C’è un ritorno di persone che si vaccinano con la prima dose. In questo momento dobbiamo proseguire con questo discorso di fiducia, radicalizzare ora lo scontro con il vaccino obbligatorio credo rischi di alimentare il dibattito e di non portare dati positivi”, ha sottolineato. “La politica – ha aggiunto – ha la responsabilità di veicolare ogni giorno estrema fiducia nei confronti della scienza. Se oggi il nostro Paese sta uscendo dalla pandemia è perché la scienza ci ha messo a disposizione i vaccini. Dobbiamo dare delle prospettive anche per quanto riguarda le regole restrittive: credo che a fine anno, se i dati continueranno a essere positivi e i vaccinati continueranno a salire è ragionevole pensare che nel nuovo anno ci possa essere una revisione delle misure restrittive e anche per quanto riguarda il green pass si può pensare a una riduzione della sua applicazione. Mi auguro – ha concluso – che questi messaggi possano servire a sensibilizzare chi ancora non si è vaccinato”.



È ragionevole pensare che “tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo anno si proceda con l’allargamento della platea per coloro che dovranno ricevere la terza dose. La tempistica sulla quale si sta ragionando è questa”, ha sottolineato il sottosegretario alla Salute. “Per la scelta di fare la terza dose” a tutti, ha proseguito Costa, “siamo in un ambito in cui la politica deve prendere atto di quelle che saranno le indicazioni scientifiche, su questo credo sia opportuno dividere in maniera netta le competenze: la politica si deve assumere la responsabilità di declinare le scelte, ma lo deve fare sulla base di quello che la scienza ci dice. Oggi – ha spiegato – le indicazioni che abbiamo sono di procedere con la terza dose sui fragili e gli ultrasessantenni. È ragionevole pensare che ci sarà un’estensione. Il compito del governo è farsi trovare pronto per la somministrazione e sotto questo aspetto garantiamo di esserlo, sia per quanto riguarda la logistica sui territori che per la disponibilità di vaccini. Le indicazioni ci dicono che è ragionevole pensare che si andrà verso la terza dose diffusa e lo faremo gradualmente. Mi pare – ha concluso il sottosegretario – che anche sulla terza dose ci sia una risposta positiva da parte dei cittadini, dobbiamo continuare affidandoci al loro senso di responsabilità, che è stato ampiamente dimostrato sia nel rispetto delle regole, sia nella disponibilità sulla vaccinazione. Ci hanno fatto raggiungere numeri straordinari che ci consentono di proseguire nel percorso di ritorno alla normalità”.

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