Covid: 186.253 nuovi casi, 360 i decessi
Rapporto tamponi-positivi al 16,4 per cento

E' quanto emerge dal bollettino del ministero della Salute sulla diffusione del coronavirus in Italia

green pass

Sono 186.253 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Italia nelle ultime 24 ore, in aumento rispetto ai 184.615 di ieri, per un totale di 8.356.514 dall’inizio dell’epidemia. Si registrano 360 decessi, contro i 316 di ieri, per un totale di 140.548 sempre dall’inizio dell’epidemia. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute sulla diffusione del coronavirus nel nostro Paese. I tamponi effettuati sono 1.132.309, contro i 1.181.179 di ieri, con un rapporto tamponi-positivi che si attesta al 16,4 per cento, contro il 15,6 per cento di ieri. Gli attualmente positivi sono 2.398.828. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 1.679, 11 in più di ieri. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 18.019, ovvero 371 in più rispetto a ieri. I dimessi/guariti sono 125.199, per un totale di 5.817.138 dall’inizio dell’epidemia. A livello territoriale, le Regioni con il maggior incremento di contagi sono Lombardia (33.856), Emilia-Romagna (20.346) e Campania (20.206).



Da oggi i pazienti ricoverati negli ospedali per altre patologie che risultino poi positivi al virus ma asintomatici, saranno contati tra i ‘casi’ Covid, ma non verranno conteggiati nel consueto bollettino con cui i territori vengono classificati in zona gialla, arancione o rossa. Lo ha annunciato su Twitter il presidente della regione Liguria e cofondatore di Coraggio Italia, Giovanni Toti. “Ora nella conta degli ospedalizzati per Covid-19 ci sono anche pazienti che vengono ricoverati per altre patologie e che poi risultato anche positivi. Il tema secondo me è l’ordine, credo sia giusto fare le cose correttamente” ha spiegato ancora Toti aggiungendo: “Con le nuove normative che si sono accumulate nei mesi di dicembre e gennaio tra zona gialla e arancione i cambiamenti sono solo per le persone che non hanno il super green pass“. Il ministero della Salute, precisa però che “nessun atto formale è stato disposto al momento. Fermo restando quanto riconosciuto ieri dall’Istituto superiore di sanità è ovviamente sempre aperta l’interlocuzione con le Regioni”.

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