Covid: 65.371 nuovi contagi in Germania, massimo storico dall’inizio della pandemia

Letti nei reparti di terapia intensiva in esaurimento in circa 100 circondari

germania aeroporto

Sono 65.371 i contagi da Covid-19 registrati in Germania nelle ultime 24 ore, pari al massimo storico dell’inizio della pandemia nel Paese a marzo del 2020. L’incidenza settimanale delle infezioni su 100 mila abitanti è salita a 336,9, segnando un ulteriore record. Come riferisce il quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, i decessi per Covid-19 nelle ultime 24 ore sono stati 264, le guarigioni 23.400. Gli ultimi dati portano il totale dei contagiati a 5.195.321, le vittime a 98.538 e i guariti a 4.564.200.



Le strutture sanitarie di circa 100 dei 400 circondari della Germania stanno esaurendo la disponibilità di letti nei reparti di terapia intensiva a causa della quarta ondata della pandemia di Covid-19, che sta investendo il Paese con un drastico aumento dei contagi. In circa 50 circondari, soprattutto in Baviera e Baden-Wuerttemberg, tutti i posti in terapia intensiva sono occupati. È quanto emerge dagli ultimi dati dell’Associazione interdisciplinare tedesca di terapia intensiva e medicina d’urgenza (Divi). A oggi, il numero di pazienti adulti contagiati dal coronavirus ricoverati nei reparti di terapia intensiva in Germania è pari a 3.400. Il totale è inferiore a quello della seconda e terza ondata della pandemia, ossia 5.700 e 5.100. Tuttavia, rispetto allo scorso anno, è diminuito il numero di letti operabili a causa della carenza di personale.

Secondo la media federale, circa l’11 per cento di tutti i letti di terapia intensiva operabili per adulti è attualmente libero. A ogni modo, si segnalano notevoli differenze tra i Laender. La percentuale di posti letto vacanti è particolarmente bassa a Berlino (circa il 7 percento), Assia (circa il 9 percento) e Baviera (circa il 9 percento). Per il Divi, il 15 per cento di posti letto disponibili in terapia intensiva non è “niente di insolito in determinati momenti”. Tuttavia, una quota inferiore al 15 o al 10 per cento diventa problematica, soprattutto se ciò si verifica in diverse regioni e strutture sanitarie e per periodi di tempo più lunghi. Inoltre, il trasferimento dei pazienti da una terapia intensiva all’altra sono “solitamente possibili in misura notevolmente limitata a causa dei molti casi gravi” di contagio.



Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram

TAGS